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Commenti a "La paura rende uniti gli uomini... spesso..." di Andrea Matacchiera


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Inoltre... Moltissime società e culture sono rette, o sono state rette, da un equilibrio basato sulla paura. Per esempio la Grecia classica, l'Ebraismo (episodio del vitello d'oro, piaghe d'Egitto e identificazione del dio ebraico come vendicatore e punitore, non come misericordioso), tutti i rami del cristianesimo ( il medioevo europeo insegna). Infine lo stesso Islam è basato su un terrore psicologico ( comprese frange radicali e non). Credo che l'umanità possa avere una propria etica e una propria moralità anche senza la rligione. Anche perchè con la religione non mi sembra che l'umanità sia abbia fatto grossi progressi a livello morale; è solo risultata più ipocrita.
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Sul Caso io personalmente lo identifico come un sinonimo di Destino( almeno nell'accezione precristiana). In secondo luogo la stessa scienza ha dato ragine a Democrito sul movimento casuale della materia che compone l'universo e non a Platone o ad Aristotele. Il fatto che queste due colonne del pensiero occidentale siano arrivati a grandi risultati in certi ambiti ha permesso che venissero accetate come verità anche le loro cantonate, portando ad un notevole rallentamento del progresso.
Sempre la stessa scienza ha affermato che la stessa vita sulla Terra si sia sviluppata per circostanze casuali, quasi fortuite.
Infine credo che sia un mondo troppo imperfetto per essere l'opera di un essere superiore... in tal caso avrebbe potuto fare di meglio
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Questo è un discorso molto interessante.
Il post mi trova concorde su alcuni punti, discorde su altri.
D'accordo quanto alla paura. E' il male principale dell'umanità, da sempre abilmente sfruttato per asservirla. Paura dell'Inferno; paura di Dio (e potere alle classi sacerdotali); paura del diverso (e potere alle frange più retrive della società); paura dei comunisti (e assegno in bianco nelle mani del capitalismo più sfrenato e beota, oggi inteso quasi come una legge di natura); paura di esporsi (e altro assegno in bianco nelle mani degli arroganti, violenti e intrallazzatori di ogni sorta); addirittura per tanti paura di vivere, dico di decidere della propria vita. E gli esempi potrebbero essere infiniti.
L'unica paura secondo me utile è quella istintiva, animale, che ci fa agire con rapidità dinanzi ad un pericolo incombente. Quella “paura” che ti dà tanta adrenalina da riuscire a salvarti la vita. Il resto è dramma. Quindi: perfettamente d'accordo sulla paura.
Non sono viceversa d’accordo su due punti:
1) L’associazione della paura al concetto di Dio. Altro è che da sempre fenomeni religiosi organizzati, a fini di potere e di controllo sociale,  inseriscano nel concetto di Dio l’ingrediente della paura, altro è che il concetto di Dio debba per forza, di per sé, includere questo concetto.
2) Che a reggere questo mondo sia il Caso, e non il Destino o una Entità superiore.

Sul presupposto della concordia sul concetto di paura, di questi due punti vorrei discutere.
    Chiedo tuttavia all’autore del post, preventivamente, se è d’accordo a discutere con me e chiunque altro di questi argomenti. Ma credo proprio di sì: può essere costruttivo; e poi, non vi sarebbe motivo, in base alle premesse, di  “aver paura” di chi la pensa in modo parzialmente diverso, e di una discussione intesa, se possibile, a chiarirci reciprocamente le idee.  : ))
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si l'utilizzo di certe paure serve ad assoggettare la massa....lo dice molto chiaramente noam chomsky.......ho postato qualke cosa di lui che esprime esplicitamente questo concetto...
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E sono proprie queste paure, o chiamiamole pure superstizioni, che vengono sfruttate per omologare le masse. Una volta che le persone avranno paure di un Dio, avranno anche paura di coloro che lo rappresentano... e l'idiozia diveta cronica e viziosa; fino a quando non verrà fatta passare per intelligenza e verità.

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