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Commenti a Casa Circondariale di Flavia Ricucci


132
postato da , il
Flavia:
E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
...E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.

G.Leopardi


Passo nottate intere a leggere i Suoi "Canti"...

Ciao Flavia
131
postato da , il
L'ho letta molte volte Bea....è particolarmente d'effetto....non mi sento di commentarla ma, solo di "provarla"..........
130
postato da , il
ripasseggiavo da queste parti e rileggendola questa poesia mi sembra ancora piu' bella Flavia  quindi la rivoto  (cosa che non faccio spesso)
129
postato da , il
Tina,
sto aspettando di vedere il sole per
"illuminarmi d'immenso"

Tina hai
non solo il "sesto" ma anche il "settimo" senso.
128
postato da , il
Giuseppe, grazie.
Leggo solo ora il tuo commento#116, il termine che ha fatto scattare il meccanismo della censura forse è "ri-di-co-lo.
Agostino ha espresso la sua nota critica, il suo punto di vista riguardo lo stile, la metrica, la Forma, ma
non ha considerato che (come dice Pino) a furia di limare, quando un oggetto è di sostanza delicata, si rischia di ritrovarsi polvere tra le mani.
La" poesia "in questione è stata limata, non ho saputo fare di meglio.

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