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Commenti a Frase ID 108161

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Impenitente, convengo con te che  lo sciopero e' solo una  forma  di protesta  "leggera": non porta a molti risultati: l'unico di concreto e' che mi tolgono 100 euro dalla busta paga: Pero' io dissento, fortissimamente e non voglio che il mio silenzio venga fatto passare per assenso! Quindi cosa suggerisci?
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Premesso che l'unico savoiardo che adoro è quello fatto con farina, uova e zucchero e che mi ritengo estremamente fortunato di non aver mai vissuto sotto un regime monarchico, mi sento però di condividere in parte il pensiero di Giosc per quanto attiene all'argomento "sciopero", perché, diciamoci la verità, questo straordinario strumento di lotta sociale ha perso, oggi, molto della sua originaria valenza rivoluzionaria divenendo un atto poco più simbolico. Certo, piuttosto che non fare nulla è assolutamente è lecito e legittimo esprimere il proprio dissenso scioperando. Ma non sarebbe forse il caso di "inventarsi" altre forme di lotta?
Io ho come l'impressione che spesso ci si dimentica che viviamo ormai nel 2010: non so se per voi è la stessa cosa, per me il mondo negli ultimi 50 anni è cambiato radicalmente. La televisione era solo in bianco e nero e c'era un solo canale. Nessuno aveva una calcolatrice tascabile: non esistevano ancora. Il telefono non te lo potevi portare appresso ed era un lusso che non tutti potevano permettersi. Ho visto il primo telecomando che avevo già 12 anni. Il gioco più moderno era la macchietta filoguidata con carica a molla! Insomma: era un altro mondo, un'altra epoca! Era una società diversa da quella odierna: si comunicava stando fisicamente davanti all'altra persona, mica davanti ad un avatar! E' cambiata la Società, la sua organizzazione, le sue esigenze; è cambiato il comune senso del pudore, il senso della morale, la sensibilità dell'uomo; è cambiato il commercio, l'industria, l'agricoltura. E' cambiato tutto! E questo solo negli ultimi 50/40 anni.
E se è cambiato tutto, ditemi, perché dovrei ritenere lo sciopero uno strumento ancora attuale? E infatti non lo è se non, unica eccezione, come forma di protesta simbolica o come momento di solidarietà. Punto. Stop. Fine.
E allora: non sarebbe il caso di prendere coscienza della nuova realtà sociale e studiare nuove forme di lotta?
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Sono prolissa? Si, sono una super prolissa.
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Giosc, se anche solo un paio di genitori vanno dal sindaco a protestare perche' mancano le insegnanti dei loro bambini, abbiamo raggiunto lo scopo, modesto, ma la nostra pur piccola protesta e' arrivata  a chi dovrebbe coordinare cittadini e stato. Certo, c'e' chi puo' iscrivere i loro pargoli alla scuola privata (cosa suggerita da maria stella), e li non ci sono scioperi. Pero' c'e' una retta ben piu' alta da pagare, e nessun dirigente che dice: " Mi raccomando, non voglio nemmeno immaginare che un bambino, che non ha passato la citycard, non abbia il pasto!" Non vorrei essere troppo ottimista, ma non ho mai sentito che qualcuno sia stato licenziato perche'' la maestra era a casa in sciopero: scusa Giosc, ma quando i bambini si ammalano cosa fanno i donatori di lavoro? Licenziano tutti? A parte che c'e' una legge (odiata da brunetta) che sancisce il diritto ai genitori di rimanere a casa in caso di malattia del minore, ci sono anche le ferie, fatte apposta per procurarsi un giorno di permesso in caso di bisogno! Cosa che molti genitori, sprovvisti di nonne, amiche e zie compiacenti, hanno richiesto e non sono stati licenziati! Quindi con il nostro sciopero abbiamo scombinato solo un giorno alle famiglie; in compenso abbiamo regalato ai genitori la gioia immensa di godere per tutto un giorno della compagnia del loro "angelo". Il che non e' poco!
Per Emanuele Filiberto, dissento: va bene che un re non dovrebbe avere troppo cervello, ma quando e' troppo e' troppo. (poco)..Gioc, non ci sono piu' i Richelieu alle spalle dei re , pronti ad intervenire per rimediare ai danni fatti dai loro sovarani!!!! Se come re vuoi uno che balli bene, rivolgiti a Bolla, e' anche piu' ganzo di Emanuele!
Poi, se mi licenziano, ho gia' pronto un lavoro: a forza di dirmi:"guarda che non capisci un tubo", mi sono fatta una cultura e adesso, in idraulica, me la cavo benino: Non e' una battuta, delle mie!
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giosc, se hai altre soluzioni per esternare pubblicamente il disagio dille, possiamo discuterci. Meglio il Re, ma non il savoiardo.
Scusami, ma i libri parlano di monarchia fascista o di fascismo monarchico.
Non credo si  tratti di revisionismo. C'erano il Re e Mussolini.
Entrambi buoni o entrambi cattivi.

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