Ales.
Mentre la luna socchiude gli occhi e si perde nel buio della notte, il mio pensiero ti cerca fra le vie di questa città... spia nelle finestre in cerca di un angelo che sta dormendo, vorrebbe poggiarsi sul tuo corpo come se fosse un velo padrone di te, portarti nei miei sogni e farci volare assieme fino a che non si stancano le nostre ali, riposarci su una nuvola e guardare il mondo da lassù senza aver paura di cadere e di lasciarsi andare tra la voglia e il desiderio di averci... in una vita sola.
Vincenzo Giarritiello
Composta lunedì 6 dicembre 2010
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    Mi manchi.
    Vieni da me, fatti accarezzare, mi manca la tua pelle sotto le mie mani.
    Stare con te è la mia pazzia, di notte quando tutto è buio, immagino il tuo corpo disteso sul letto, vorrei toccarti e sentire il tuo profumo ma le mie mani affondano nelle lenzuola e chiudo gli occhi deluso e stanco.
    Tormentato dai tuoi occhi nei miei sogni mi sento legato senza potermi tuffare su di te, allora grido come un pazzo che nessuno sente e resto ad aspettare che la mia mente si svegli e che mi riporti alla realtà.
    Non tanto diversa dai miei sogni.
    Vincenzo Giarritiello
    Composta lunedì 6 dicembre 2010
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      È finita.
      In quattro minuti, in quattro parole è finita una storia che è fatta di noi, ma se questo fosse amore dimmi tu che senso ha, ritrovarsi ancora qui per poi chiedersi perché. Lasciami andare, tu lasciami stare, io voglio una vita che parli di me, l'amarezza che rimane cade già verso di me, ma per piangere per chi non sa niente più di me, ed eccomi qui che parlo di te, da solo con me che senso non ha, ma se l'altro fosse un sogno e svegliandoti non c'è più, non ti chiedere perché ti ha conosciuta come me, scappa lontano, ma vattene piano, voglio sentire i tuoi passi lontani, ma se questo fosse stato amore dimmi tu che senso aveva... stare ancora insieme.
      Vincenzo Giarritiello
      Composta lunedì 6 dicembre 2010
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        Padre

        c'eri e ci sarai per sempre.
        Ti guardavo con occhi da bambino e non ti capivo.
        Ti osservavo nelle scelte che facevi.
        Ti seguivo ovunque andavi per sentirmi più grande.
        Ti imitavo mentre dipingevi e scrivevi di nascosto.
        Ti ammiravo negli sguardi che lanciavi.
        Ti parlavo come un amico.
        Ti aiutavo quando non c'è la facevi.
        Ti trovavo nei momenti più difficili.
        Ti odiavo quando cedevi alle tue debolezze.
        Ti rispettavo nel tuo essere uomo.
        Ti penso oggi che sono un uomo e ti ringrazio di essermi stato padre.
        Vincenzo Giarritiello
        Composta lunedì 6 dicembre 2010
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