Scritta da: seilion

Il sig. Dino

Il ricordo, di un mitico personaggio, che la mia
giovinezza, ha avuto, la fortuna di conoscere,
un'uomo eccezzionale, straordinario, per la sua
cultura, la sua gentilezza, il suo sapere.

Lo si vedeva, tutti i giorni, dall'una alle tre,
da "Vergi", vecchio bar, di una spendida via,
prendeva sempre, un cicchettino e il caffè,
e come al solito, nei primi tavoli si sedeva.

Aveva sempre, un libbro in mano,
lo divorava, come farebbe con la preda, un caimano,
diceva, allontana la pazzia di torno,
per questo io ne leggo, uno al giorno.

Noi giovani, a Lui ci rivolgevamo,
i nostri problemi di cuore, raccontavamo,
in silenzio, ci ascoltava, senza sgarbo, ci consolava,
senza nessuna presunzione, i suoi consigli, ci regalava.

Non abitava nel quartiere, di lui poco si sapeva,
vendeva pesci, ma aveva un sapere sopraffino,
di te, son rimasti solo, bei, ricordi,
mio carissimo, "Signor Dino".

seilion1.
Composta lunedì 30 aprile 2012
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    Scritta da: seilion

    Amore

    Che cos'è questo sentimento,
    che ti inebria o da tormento.
    Cosa scatta nel cervello,
    quando incontri il tuo modello.

    Sei felice, ti senti strano,
    hai il mondo nella mano,
    per te la vita e tutta rosa,
    ti sembra di volar sopra ogni cosa.

    Basta un po' di gelosia,
    per far finir la poesia,
    questo tarlo ti trasforma,
    ti perseguita, prende forma.

    Poi arrivano i tradimenti,
    che pone fine ai sentimenti,
    la vita diventa un inferno,
    e pensare che giuriamo amore eterno.
    Composta venerdì 27 aprile 2012
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      Scritta da: seilion

      Maenn-a (marina)

      Due alte colline, come a sorvegliare il mare,
      un immenso ponte, dalle enormi arcate,
      ad unir le due cime sale,
      dalla città vecchia in Sarzano,
      fino a giunger la chiesa in Carignano.

      Sulle due sponde, che scendono a valle,
      in un pullular di alte case,
      inframezzate da strette crose,
      da caruggi, piazzette, e ripide scalinate,
      era un labirinto, per voi che inoltravate...

      Nel fondo ad unir, una strada, che
      serpeggiando, da Ponticello
      scivolava lenta, arrivando al mare,
      tutta lastricata da pietre squadrate,
      a coprir il ruscello, che sotto solea passare.

      Una rumorosa via abitata da gente laboriosa,
      dalle lavandaie che nei trogoli cantavan,
      ai bottegai, fabbri, falegnami, bottai, ostaie,
      frotte di ragazzini, che correndo gridavan,
      tutto all'ombra del ponte, che in alto stava.

      Per lungo tempo così è stato, fino a che,
      in un giorno di guerra, gravemente t'han ferita,
      governanti stolti, t'han finita, adesso noi
      ragazzi dai capelli grigi, ci armiam di penna,
      per raccontar, la nostra... Maenn-a.
      Composta domenica 15 aprile 2012
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        Scritta da: seilion

        la pioggia

        Cade, da nubi,
        dense e nere cade,
        bagna ogni cosa,
        i prati, i tetti, le strade.

        Senti il suo ticchettio
        nel colpire l'ombrello,
        un rumore sordo
        come il batter del martello

        La gente corre e s'affanna
        in cerca di un riparo, un capanno
        crei pozzanghere, rivoli d'acqua
        ingrossi fiumi, puoi fare danno.

        Cade, fino che appare il sole cade.
        Ma per questo noi ti ringraziamo,
        rigeneri la vita,
        senza di te, noi non viviamo.
        Composta martedì 3 aprile 2012
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          Scritta da: seilion

          seichelles

          Come gemme, sparse a caso,
          nel bel mezzo dell'oceano Indiano,
          sorgono isole, atolli, scogli,
          il Paradiso, per l'essere umano.

          Da sempre, sicuro rifugio,
          per tartarughe, uccelli tutti,
          il tuo mare e ricolmo di pesci,
          la tua terra da fiori e di frutti.

          Antico approdo per galeoni,
          nascondiglio per orde di pirati,
          ora meta di turisti,
          in cerca di lidi a lungo agognati.

          La tua gente, è giovane i bella,
          sorride alla vita, pronta ad amare.
          Il tempo passa lento,
          lo scandisce l'onda del mare

          Le tue candide spiagge,
          sono cosparse da rocce granitiche,
          scolpite dal tempo, dal mare, dal vento,
          sembrano menhir, che le rendono mitiche.
          Composta domenica 25 marzo 2012
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