Poesie inserite da Maria De Benedictis

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Scritta da: Maria De Benedictis

Desiderio

Come vorrei poterti vedere,
accarezzare,
magari baciare!
La tua lontananza
mi rende malinconica e intrattabile.
Per ricordare il tuo viso
lo devo ricostruire pian piano:
prima gli occhi,
poi il naso,
poi la bocca...
E ancora i capelli,
le orecchie
e il tuo collo da mangiar di baci,
il tuo calore e la tua espressione.
Come vorrei amarti!
Le tue spalle,
le tue forti braccia,
il tuo corpo,
la pelle,
mio...
tutto mio...
tu!
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    Scritta da: Maria De Benedictis

    Ciao Mimma!

    Viva nel mio ricordo
    ti vedo ancora camminare...
    Dritta col pancione, orgogliosa
    e come sempre piena di paure
    per quel domani
    che non sapevi tanto breve...
    Poi lo smarrimento
    le paure son divenute certezze,
    così le consapevoli angosce
    hai velato con pensieri di speranza,
    mentre ti affannavi
    a liberarti da quel peso terreno,
    che sempre più ti opprimeva,
    per farti volare più leggera
    come farfalla
    l'anima!
    Con la fronte corrugata,
    sempre mi sorridevi,
    cercando da me conforto,
    trattenendo le lacrime nel cuore
    che io vedevo scorrere trasparenti sul tuo giovane viso,
    dagli occhi che pur spenti dalla malattia,
    rimanevano disegnati della tua solarità.
    Tutto già sapevi
    e ti nascondevi
    per non ammetterlo a te stessa...
    solo adesso ho capito i tuoi sguardi,
    ora so cosa mi volevi dire!
    Mimma
    tanto mi hai insegnato a capire
    e te lo voglio ripetere ancora
    come tu facevi con me:
    ti voglio bene
    e non so come
    ma ti vedo sorridere
    dietro questo cielo profondo e chiaro
    e ti sento più vicina
    e la sofferenza per la tua mancanza si aquieta
    e comprendo
    che il nostro non è stato un addio...
    presto ci riabbracceremo ancora!
    Ciao mimma!
    Composta venerdì 31 agosto 2012
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      Scritta da: Maria De Benedictis

      Via san nicola

      Nei giorni frenetici di una vita impegnata
      a volte mi soffermo a guardare i miei figli
      a girar per casa e giocar sereni
      così, con occhi umidi di malinconia, ricordo...

      Le rondini volteggiare intorno al tetto di casa,
      la mamma annaffiare sul balcone fiorito di gerani,
      ed io là, bambina, ad osservare quel mio piccolo universo
      a braccia tese, quasi a volerlo afferrare...

      Echeggiano ancora le risatine complici e infantili delle mie sorelline
      e dei miei cugini che giocano a nascondino
      o cercano di far centro con palline di carta
      tra le grate di una cantina abbandonata...

      Vedo, lievi e trasparenti come fantasmi, i nonni
      seduti sul marciapiede della strada
      davanti alla facciata di mattonelle verdi
      a parlare di tutto e di tutti, in una calda sera d'estate...

      Sento ancora forti i canti alla processione il giorno del venerdì Santo,)
      la banda, a passo lento, alla festa patronale
      le voci della gente che passeggia sul corso della piazza vicina
      e le campane a festa della chiesa, la domenica...

      Mi piace a volte là ritornare
      e trovo ancora quelle mattonelle verdi ormai sbiadite,
      non c'è più il portone di legno di casa mia,
      né bambini che giocano felici...

      Allora chiudo gli occhi
      e per qualche istante tutto è come prima...
      una via, di poche vie, di un piccolo paese,
      il dolce racconto delle più intime emozioni della mia giovane vita!
      Composta lunedì 30 novembre 2009
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        Scritta da: Maria De Benedictis

        Cercandoti ancora

        Aldilà,
        oltre oceani di cielo
        ti cerco...
        con l'anima
        sollevata in preghiera
        librando in un volo oscuro.

        La tua voce
        in un alito di vento caldo
        sento...
        con gli occhi
        vaganti in una terra arcana
        cercando il tuo volto.

        Il tuo sorriso
        in quello dei tuoi figli
        ora vedo...
        nei miei pensieri
        inquieta nel dolore
        precipitando in questo letto di lacrime.

        Oh, quanto è debole lo spirito
        e troppo forte è la ragione...
        questa carne insensibile
        languendo tra mille perplessità non ti trova,
        sedotta e incapace non sa cercare
        aldilà!
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          Scritta da: Maria De Benedictis

          Oh Terra!

          I tuoi colori, i profumi e quel fresco calore
          risvegliano i sensi.
          Le tue erbe, i fiori,
          essenze di benessere.
          I frutti,
          perle di nutrimento alla vita!

          Accogli nella tua casa
          e come una madre
          partorisci con sacrificio,
          consumandoti...

          Eppur il tuo grido di dolore
          non sente,
          non vede
          la tua anima che ogni giorno un po' muore...

          Tra cemento, rifiuti e gas
          la tua vendetta impetuosa,
          estrema,
          sofferente
          ignora!

          Ipocrita quell'uomo che sulla tua pelle guadagna,
          domani pagherà anche suo figlio!
          Composta martedì 10 agosto 2010
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            Scritta da: Maria De Benedictis

            A Sara...

            Oh figlia,
            come spiegare adesso la tua fine?
            Come giustificare la tua vita strappata dalle tue stesse radici?
            I tuoi desideri, i tuoi sogni
            ormai freddi, nudi...
            spenti in un lugubre pozzo!
            Un laccio ha soffocato la tua voce,
            un demone ha profanato la tua anima.

            Non chiederti dov'è la dignità,
            non cercare tra gli uomini l'umanità...

            Sollevati, invece, arriva al Cielo
            gli Angeli oramai ti aspettano!
            Resteremo noi qua,
            a domandarci dov'è la giustizia,
            a chiedere a Dio dove cercare il perdono,
            a divagare nel nulla dei piaceri...
            Non essere triste,
            non avere paura,
            nessuno potrà farti ancora male.
            Sì, sorridi ancora

            è Amore vero!
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              Scritta da: Maria De Benedictis

              Tu e il tempo

              A volte passa troppo velocemente
              ma perché tu lo vivi intensamente.

              A volte, invece, non passa mai
              perché tu lo vivi ansiosamente.

              A volte sembra non esserci
              perché tu lo vivi spensieratamente.

              A volte poi è pesante, opprimente
              perché tu lo vivi tristemente.

              A volte è come fermo, immobile
              perché tu lo vivi solamente.

              È il tempo
              tiranno e schiavo,
              veloce e lento,
              che non c'è...

              perché sei tu che lo crei con te
              e come sei tu, ti sembra lui
              e non il contrario!
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                Scritta da: Maria De Benedictis

                Sono terra

                Dolce è pensare di poter tornare bambina
                e correre,
                tra prati colorati di ruggine
                dal sole arido dell'estate,
                leggiadra come farfalla
                a piedi nudi
                a cercare la terra viva
                e toccarla,
                odorarla,
                trarne linfa,
                rigenerarmi
                sentirmi sua creatura...
                e vedo mia madre e sento che è terra buona!
                Inebriata nei sensi
                guardo il cielo,
                non è più così lontano.
                Con l'indice sfioro batuffoli di nuvole ovattate,
                le posso disegnare,
                è bello giocare!
                Ritrovo, ora, i miei pensieri
                sono serena,
                mi guardo e vedo come sono,
                sorrido e penso:
                sono terra buona come mia madre!
                Composta martedì 10 agosto 2010
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