Poesie inserite da Gianni Marcantoni

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Scritta da: Gianni Marcantoni
Adesso mi ami
perché adesso devi
costruire quello che
vuoi per te.
Adesso hai bisogno di me,
e allora mi ami,
allora mi accarezzi,
allora mi baci
e mi accudisci.
Non vi è nulla di
sincero in te,
lo so benissimo.
Fingi pure
e utilizzami con parole
dolci e sorrisi affettuosi,
pronuncia le parole
che vuoi, ma l'amore
è un'altra cosa,
certamente non quello
che cerchi da me,
e non quello che sogni
più con me.

Finiremo con il detestarci
a vicenda, con un tempo
rimasto polvere agli angoli,
spazzati via
da parole di sangue.
Agli amori, e delle persone,
sopravvive il rancore;
il rancore, vero sentimento
concesso a chi ha amato.
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    Scritta da: Gianni Marcantoni
    Adesso ci sono computer e ancora più computer
    e presto tutti ne avranno uno,
    i bambini di tre anni avranno i computer
    e tutti sapranno tutto
    di tutti gli altri
    molto prima di incontrarli
    e così non vorranno più incontrarli.
    Nessuno vorrà incontrare più nessun
    altro mai più
    e saranno tutti
    dei reclusi
    come me adesso.
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      Scritta da: Gianni Marcantoni

      La campanella dell'intervallo della scuola

      I piedi di mio padre puzzavano e aveva il sorriso
      come un
      mucchio di merda di cane.
      ogni volta che notavo i peli ispidi irti corti della sua
      barba dentro al lavandino del bagno
      pensieri disgustosi si insinuavano nel mio cranio,
      intuivo porticati gravidi di stolti per l'eternità.

      Essere lo stesso sangue di quell'odiato sangue
      rendeva le finestre intollerabili,
      e la musica e i fiori e gli alberi
      brutti.
      Ma si vive: il suicidio prima dei dieci anni
      è raro.

      Brutali erano le calle
      brutali il nettare e il bacio
      brutale la campanella dell'intervallo della scuola.
      brutali le partite di softball
      brutali calcio e pallavolo.
      i cieli erano bianchi e alti,
      e guardavo le facce dei gioca-
      tori
      ed erano stranamente mascherate.

      Adesso mangio nelle tavole calde
      vado a concerti
      vivo con donne
      scommetto
      bevo
      poto siepi
      compro automobili
      ho amici e
      animali;
      partecipo a matrimoni
      funerali
      incontri di pugilato,
      pago un'onesta fetta di tasse,
      faccio la fila nei supermercati,
      mi pulisco le unghie,
      taglio i peli lunghi delle narici,
      mi crogiolo al sole,
      riparo danni,
      cerco di non offendere,
      rido,
      ascolto i punti di vista dei nemici,
      telefono ad idraulici e ad avvocati,
      vengo trainato quando ho un guasto in autostrada,
      tengo i denti puliti,
      ricerco eroi,
      vengo accecato se guardo troppo a lungo il sole.

      I piedi di mio padre puzzavano e aveva il sorriso
      come un
      mucchio di merda di cane.

      Dappertutto
      è la stessa cosa.
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        Scritta da: Gianni Marcantoni

        Sommosse

        Ho guardato questa città bruciare due volte
        durante la mia vita
        e l'evento più rilevante
        è stato la reazione dei
        politici di fronte
        alle conseguenze
        quando hanno
        proclamato l'ingiustizia
        del sistema
        e hanno reclamato un nuovo
        patto sociale per i disgraziati e per i
        poveri.

        Niente è stato modificato la scorsa
        volta.
        Niente sarà cambiato questa
        volta.

        I poveri rimarranno poveri.
        i disoccupati rimarranno
        tali.
        Quelli senza casa rimarranno
        senza casa

        E i politici,
        ingrassati dal paese, prospereranno
        per sempre.
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