Poesie inserite da Violina Sirola

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Scritta da: Violina Sirola

Piove sempre sul bagnato

A cavalcioni di un dirupo
immenso Giacomino
contento sghignazzava
in riva al fiume Carmela sospirava
"amore mio delusione cocente" e
tra i singhiozzi, giù lacrime
amare, quasi che il fiume
in piena straripava.

In piedi sul dirupo
Giacomino godeva
dei sospiri dell'amata, poi
s'avvolgeva in cerchio e saltellava.
Di pari passo
il vento risucchiava il pianto
amaro, prosciugando il fiume.

L'acqua del fiume, lacrime
comprese, formarono nel cielo
un aquilone. Improvvisa, una nuvola
rosa sciolse i suoi riccioli come fili
d'oro, Giacomino contento vi si appese,
nella fretta perse i suoi
calzoni.

Intanto, la fanciulla
innamorata sul greto nuove
lacrime versava. A dispetto
il vento rigonfiava le brache
vuote, piovute sul bagnato.
Composta nel 2000
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    Scritta da: Violina Sirola

    Inno al giudice

    I galeotti vogano per il Mar Rosso
    spingendo a fatica la galera;
    il rugghio copre lo stridio dei ceppi
    strillano, Perù la loro patria.

    I Peruviani ricordano il Perù
    un paradiso, c'erano uccelli, danze
    donne e su ghirlande di fiori d'arancio
    crescevano al cielo i baobab
    .
    Banane, ananassi! Un mucchio di gioie!
    Vino in vasellame conservato...
    Ma ecco, chissà perché e da dove
    i giudici giunsero in Perù!

    E disposero un cerchio di commi
    per ingabbiare uccelli e Peruviane.
    Gli occhi del giudice sono barattoli di latta
    che scintillano in un mondezzaio.

    Capitò un pavone blu-ranciato
    sotto il suo occhio severo come il digiuno,
    e scolorì sull'istante la magnifica
    coda di pavone!

    In Perù volavano per la prateria
    certi uccellini detti colibrì;
    il giudice ne prese uno e il pelame e le piume
    rase al povero colibrì.

    Adesso, nemmeno in una sola valle
    vi sono vulcani fumanti.
    Il giudice ha scritto su ogni valle:
    "Valle per non fumatori".

    In Perù persino i miei versi
    sono proibiti, su minaccia di torture.
    Il giudice ha stabilito che "quelli in vendita
    sono bevanda alcolica".

    L'Equatore freme al tintinnio dei ceppi.
    Il Perù è vuoto di uccelli e di uomini...
    Vi abitano soltanto i giudici depressi,
    rannicchiati con astio sotto i codici.

    Eppure, sapete, fa pena il Peruviano.
    Senza ragione gli han dato la galera.
    I giudici disturbano gli uccelli e le danze,
    e me e voi e il Perù.
    Composta nel 1915
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      Scritta da: Violina Sirola

      Trasgressioni (la cultura dei padri)

      La campana annuncia la gloria
      del padre sull’altare. Lui crea
      il paradiso, la merce proibita
      punisce:
      lascia la croce al figlio
      La campana annuncia l'epifania
      per sorridere a pasqua: non risorge
      il crocifisso.

      Ai piedi del calvario
      sono negozi
      accesi, la merce annebbia
      l'anima: un'arma
      - un'esplosione -
      Nell'ombra una siringa
      carica di mistero.

      Lassù
      il canto è libero
      la parola è sorriso
      si può girare
      l'angolo
      senza più fili
      - tesi -
      Non c'è crocifisso.
      Composta nel 1990
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        Scritta da: Violina Sirola

        La bambola di sale

        Una leggenda buddista narra
        di una bambola di sale che voleva conoscere il mare.

        Era una bambola di sale e non sapeva che cosa fosse il mare.
        Un giorno decise di andare alla ricerca del mare.
        Camminò per sentieri aridi e
        scoscesi, s'inerpicò sui monti e
        discese a valle, per contemplare l'immensa luce
        bianca del sole sulle onde del mare, quand'era ancora
        l'alba. Poi chiese di conoscere: "Che cosa posso fare"?
        "Toccami" rispose il mare; la bambola esitò, poi lo toccò
        perplessa con le dita di un piede e
        incominciò a capire: una parte di sé se n'era andata via!

        S'immerse nell'acqua quasi completamente
        ancora non capiva che cosa fosse il mare.
        E, quando finalmente nell'onda travolgente
        il mare l'assorbì, la bambola di
        sale, prima di scomparire, mormorò dolcemente: "Il mare sono io".
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          Scritta da: Violina Sirola

          Caro Babbo

          Caro Babbo mio, tu sei un
          pinocchio – hai un naso lungo
          lungo – io sono un somarello, il mio
          amico Lucignolo non ce l'ha fatta
          è morto. Io sono di legno, perciò
          sono più forte.

          Babbo, il grillo mi dà noia
          dagli una martellata. Hai detto che
          la mafia non cerca la giustizia
          ha Dio dalla sua parte.

          Caro Gesù Bambino, tu sei
          figlio di Dio, io sono un somarello, la soma
          è la mia croce, perciò sono di legno.
          Tu non dici bugie, diventerai grande
          allora sarai Dio. Diglielo alla fatina
          "Pinocchio non vuole
          diventare un vero
          bambino, fatto di carne e ossa.
          Preferisce il cuore del suo
          ciliegio in fiore".
          Composta mercoledì 16 dicembre 2009
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            Scritta da: Violina Sirola

            Padri nudi

            Tolgo ai padri la parola, vedo
            il mare inquinato, le foreste
            devastate, un sole malato
            la morte regalata.

            Rispetto la memoria di chi
            ha amato la natura, non l'ha
            adulata. Rifiuto l'ideale
            che trasforma la vita
            in tragica farsa, "l'eco delle Parole
            sublima l'olocausto".

            La Parola dei padri è servita
            da filo
            ed è arrivata a noi
            per seminare morte.
            Ora, taglio il filo, i nostri padri
            nudi
            reclamano pudore
            portano grande amore per il luogo natio
            per la luce del sole, per i sogni d'amore.
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              Scritta da: Violina Sirola

              Ansia

              La tristezza ha segnato di grigio
              l'orizzonte, nell'oblio
              del presente
              l'ansia del divenire m'accompagna.
              Vedo le mille luci che
              danzanti, spettro passato corre
              nella mente;
              non ansia avvolge chi compiuto
              ancora
              ripete il divenire
              nel presente.

              Attimo ingordo, ingoia
              strozza il tempo. Sole
              non tramontare
              tutto presente, niente passato
              nulla che divenga.
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