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Commenti a Melodramma notturno di Dario Pautasso


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Non so se prendere il tuo commento di risposta come se mi avessi dato dell'infantile per la maniera in cui ti ho "analizzato" la poesia.. Comunque sia mi è piaciuta ed esprimere il mio parere con semplicità credo che a volte sia meglio che utilizzare mille paroloni.
Detto questo continua a scrivere, che con le parole riesci davvero a trasmettere emozioni.
Ciao :)
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hai perfettamente ragione. Ed è per questo che non mi hai convinto. Non intendevo sottovalutare alcun che...il nome monologo retorico, era riferito al sottoscritto, non ai tuoi versi.
C'è sempre un tentativo saggio, quando si vuole esprimere qualcosa. E'  istintivo.

Saluti.
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Non posso che sottoscrivere tutto ciò che dici, ma non vedo perchè tu voglia esplicare tanta psicologia sotto una serie di versi che hanno di tutto, forse del ri*di*co*lo anche, ma non del saggio!
Carmelo bene. io userei più parsimonia nel citarlo: sta bene dappertutto, e non sta bene da nessuna parte. Anzi, ha sempre ragione Bene, ma non più di 10 secondi, perchè a quel punto si smentirebbe lui stesso.
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Il mio epitaffio (senza immedesimarmi in nulla), potrebbe essere quel passaggio di Bene:
" Ho sempre definito il carattere, una seggiola per attori paralitici".
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Ne ho usato abbastanza da potermi permettere di definire l'intelligenza una miseria.
Colui che in giovane età ha sofferto, si sentirà presto più saggio, poichè farà delle proprie vicissitudini amare, delle verità già consolidate. ma il saggio non ha bisogno di covincersi. Saggezza è: il sapere aldilà delle proprie convinzioni. E spesso le convinzioni non hanno nulla di saggio. Soltanto il sapere lo è. Ma per sapere bigognerebbe prima imparare ad aspettare.
Lo avevo capito a 15.... a 28... ho rifiutato anche questo come verità anacronistica.

Tombola.

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