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Commenti a San Martino di Giosuè Carducci


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Martina
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In questa bella poesia, non dobbiamo limitarci  alla visione, quasi pittorica, di questo paesaggio Toscano, nell'autunno  (il giorno di San Martino é l’11 novembre, autunno avanzato, che nella tradizione contadina rappresentava la fine del lavoro nei campi e l’inizio della svinatura)., MA  queste perfette  pennelate devono essere lette come una " parafrasi della vita ".

La nebbia a gl'irti colli
Piovigginando sale, 
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar; 

Questa prima quartina è l'infanzia.

Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de' tini
Va l'aspro odor de i vini
L'anime a rallegrar. 

Nella seconda , abbiamo la giovinezza



Gira su' ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:

L'età della maturità.


Sta il cacciator fischiando
Su l'uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d'uccelli neri,
Com'esuli pensieri,
Nel vespero migrar.

La poesia termina, ponendo l'uomo maturo a riflettere sul suo
futuro, e la su mente ed il suo cuore, sono afflitti di penzieri scuri:
presagio delle morte.


Alla malinconia del tramonto autunnale il Poeta contrappone l’atmosfera festosa di un borgo (Bolgheri, luogo caro al Poeta) dove si preparano gli spiedi ed ovunque si diffonde il profumo del mosto che fermenta. Sull’uscio di una casa un cacciatore osserva degli uccelli neri nel cielo che migrano, andandosene come tristi pensieri.
L’inquietudine interiore del Poeta é ben simboleggiata dall’immagine degli uccelli neri che come esuli pensieri volano lontano verso il tramonto.
57
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la fa mio figlio che ha 10 anni. io direi che l'ho fatta al liceo....sembra banale tanto è stata recitata ....ungaretti, leopardi, salvateci voi        $$$$$£££££$$££
56
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mi ha tormentato x tutta la vita........e mi tormenta ancora . E' angosciante.........
55
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Cosicosi!!!

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