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Commenti a Natale. Ti insegno a volare di Flavia Ricucci


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Concordo sia con Salvatore che con Giuseppe. Comunque non credo che qualcuno di PP abbia pensato a far vincere i giovani. Si è solo provato a fare un concorso in cui si è creduto. Ci avevo creduto anche io, ma visti i risultati mi rendo conto che ci sono molte cose che non vanno.

Io penso che l'arte sia di tutti e tutti la riescano a vedere e sentire. Invece noto che è facile sentire le sensazioni, ma non è facile cogliere le forme. Soprattutto non è facile cogliere l'emozione dalle forme, separare ciò che di poche parole sensate messe nell'ordine giusto fa arte da ciò che è solo sentimentalismo con poca forma. Perché, per me, quello che di uno scritto fa poesia è la parola tesa all'esaltazione del sentimento nella forma.
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E allora: apriamo il discorso dei giovani.
Io non sono d'accordo con le speranze (o... le facili profezie?) manifestate al riguardo.
Se si vuol dare un premio ai giovani, si fa un concorso per i giovani (che sia un concorso di poesia o una gara automobilistica).
Se invece si fa un concorso e basta, l'unica possibilità SERIA è che vinca il migliore, giovane, maturo o vecchio decrepito che sia.
Sarebbe come dire: la maratona di New York, quest'anno la facciamo vincere a un ottantenne (ce ne sono, di ottantenni, che partecipano..). Eh, no: vincono i giovani, perché hanno maggiore vigore fisico... Alla stessa maniera, salvo i ragazzi prodigio, in tutte le arti i giovani hanno sempre fatto prima gli apprendisti e poi gli artisti.
Vincerà un giovane? Bene: passeremo al setaccio ogni virgola del suo componimento, e vedremo se l'avrà MERITATO. E se no, metteremo la dichiarazione programmatica concernente la vittoria dei giovani nel medesimo ciarpame in cui giustamente Salvatore Grieco relega l'ipotesi secondo cui un concorso letterario "è solo un gioco".
Perché i concorsi letterari non si tengono sui tavoli verdi del casino.
Scrivo queste cose, per l'appunto, perché questo non sia un casino (l'ho scritto equamente, in entrambe le accezioni, senza accento: alla francese. Come al solito, absit iniuria verbis).  : )))))
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Sei fortissima, grazie.
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Stupendissima!!! Secondo me e' una delle migliori, veramente bella, Bea...inoltre fa pendant con le previsioni meteorologiche.......
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Salvatore,
anch'io se partecipo a un concorso letterario leggo - rileggo - tolgo aggiungo e non sono mai soddisfatta del testo. La differenza con quanto dici tu sta nel fatto che ormai non mi aspetto di vincere, so che i premiati sono i giovani. Naturalmente lo trovo giusto se dicono qualcosa di nuovo e  in una forma artisticamente valida.

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