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Commenti a "Chi non sopporta una croce non merita una corona." di Francis Quarles


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Io non sarei così radicale. Pensiamoci un attimo. Potresti aver ragione se la "croce" di questo tale non si potesse gettar via. Non so: una menomazione senza rimedio, una detenzione in carcere... Ma se, pur potendo gettarla via, continua a portarla, beh, non possiamo dire che non la stia portando. Al massimo la starà portando male. O non ti pare?
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Capisco. Ma quello che vorrei sapere è un'altra cosa: ammettiamo che qualcuno porti la croce, ma senza grande dignità, o - per ipotesi - senza alcuna dignità, consistente appunto, come dici, in compostezza, equilibrio, forza e riserbo. Secondo te (e mi piacerebbe sentire al riguardo anche l'opinione di Laura) la porta ugualmente, la porta male, o non la porta affatto?
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Ma... la dignità è cosa essenziale al portare la croce, o no? In questo senso: ipotizziamo che io porti la croce dando in escandescenze, urlando di dolore, piangendo, ma.. la porti, secondo te varia qualcosa?
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Dato che ne ha parlato per primo Giulio, mi attendo da lui una definizione in proposito.
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Mi piace questo discorso di due anime in dubbio.
Mi piace perché, anziché confezionare certezze nel pacchetto di brevi aforismi, cercano la verità.
Ebbene, se non siete certi, perché non continuate a cercare?
Io direi di partire dal definire cosa significhi "dignità nel portare la croce".

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