Trama del film Martin Eden

Martin Eden è un marinaio di Napoli con una grande fame di vita e un coraggio incontestabile. Per aver salvato Arturo Orsini da un violento pestaggio, Martin viene accolto con riconoscenza dalla famiglia del ragazzo e presentato alla sorella Elena. È amore a prima vista, e il desiderio di "essere degno" di Elena spinge Martin a istruirsi (anzi, per usare le sue parole di marinaio fermo alla licenza elementare, di "impararsi") facendo tutto da solo, leggendo voracemente e assorbendo, con la sua grande intelligenza naturale, ogni dettaglio di ogni disciplina affrontata. Emerge così il suo talento più profondo: quello per la scrittura. Ma la scrittura, almeno inizialmente, non paga, perché gli sforzi letterari di Martin vengono rifiutati dalle redazioni che respingono ogni suo saggio, racconto o poesia, troppo nuovi e diversi per i gusti standardizzati. E per Elena e la sua famiglia borghese la mancanza di una "posizione" è un problema, o meglio, una pecca imperdonabile.

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Un coraggioso film sperimentale di grande libertà espressiva s'un libro ch'è la semiautobiografia del suo scrittor'e in cui il regista rispecchia la propria semiautobiografia: autodidatticità e ascesa sociale. Un discorso politico che vorrebb'essere di perenn'attualità anche se fu lo stesso London, nella copia del romanzo che dedicò ad Upton Sinclair, a scrivere: "One of my motifs, in this book, was an attack on individualism (in the person of the hero). I must have bungled it, for not a single reviewer has discovered it", "Una delle ragioni per cui ho scritto questo libro era un attacco all'individualismo (nella persona dell'eroe). Devo aver pasticciato, poiché non l'ha scoperto neanch'un recensore". Autocritica del proprio arrivismo e d'un atteggiamento borghese matrice dei totalitarismi novecenteschi? Non fu chiaro London oltr'un secolo fa, non lo è Marcello che non disambigua mai abbastanza Martin Eden: oltre all'evoluzionismo darwiniano di Spencer con la sua selezione naturale applicat'alla società umana, forse Stirner, Proudhon, Nietzsche? Pure la sua caratterizzazione del protagonista è sospesa fra eroe ed antieroe, così come la sua autodistruttività è indecisa fra spleen baudelairiano, decadentismo dannunziano ed enfasi teatrale. "Insopportabile e insopportabilmente datato"? Più che altro, "insopportabile e insopportabilmente irrisolto e contraddittorio", e non il legame fra Martin ed Eden, bensì la figura in sé di quest'ultimo.

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