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Commenti a "Amore e odio. Sembrano due mondi così lontani..." di Delia Viscusi


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Da un punto di vista razionale e' senza dubbio giusto ed utile ciò che dici, tuttavia c'è un grosso problema, che poi è molto più generale (è a mio avviso il problema stesso della vita): tutto ciò che nella vita guadagnamo in stabilità lo perdiamo in potenza, perché per guadagnare stabilità è necessario appesantirsi, cioè fare intervenire la sfera razionale e pratica su quella emotiva, teorica ed irrazionale. La qual cosa è senza dubbio utilissima ad una navigazione stabile e serena, ma riduce la forza creativa, ed è anche privazione di libertà. Tuttavia - attenzione - hai centrato in pieno il bersaglio (che sarei io): sono in effetti rimasto ai 19 anni, forse (anzi senza forse) anche molto meno. Naturalmente, è stata una scelta cosciente e a suo modo "matura", ma di una diversa maturità, che per me è sempre consistita nel non cedere alcunché ad una qualsivoglia prospettiva utilitaristica, fosse anche alla semplice ricerca della "serenità". Un esercizio durissimo, quasi un'arte marziale, come potrai comprendere. E' comunque interessantissimo e meraviglioso che su P&P si possa giungere a dialoghi di questo tipo. D'altra parte mettere a nudo la propria anima fa parte delle regole del gioco, sempre che lo si voglia giocare apertamente e fino in fondo.
    Vedi dunque che strano animale: per un verso razionale fino all'esasperazione, per altri, nella pratica della vita, totalmente istintivo ed irrazionale !! : ))
    (Ecco perché Vincenzo, che tutto è tranne che fesso, continua  a tentare di vendermi il suo Zarathustra!!)  : ))
    Un'altra cosa: nell'esempio marinaresco, la risacca non è la navigazione, ma il motore che porta energia alla barca che naviga. Un motore di inaudita potenza, perché lascia intatta la reciproca sincerità e le caratteristiche di ciascuno, senza che gli angoli vengano smussati se non per intima convinzione, e quindi per reale maturazione e non per adattamento all'altro. Naturalmente sono rapporti ad alto rischio di sofferenza; ma tutta la vita è rischio, anzi certezza assoluta di perderla. Tanto vale spingere il motore a mille.
     Da ultimo, per onestà intellettuale, devo dire che la mia non è una teoria, ma un'esigenza interiore, un habitus: un essere, non un divenire. Nessuno che nasca tondo può morire quadro, e viceversa. : ))))
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Mi fermo qui stiamo andando troppo sul personale :-)))
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Comunque hai ragione è abbastanza comune come situazione ed anche abbastanza comune il pensare che se non è così allora non è amore ...
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credo sia un rapporto im*maturo scusa se mi permetto di ban*alizzare ....riassumendo in una breve frase questo concetto ...a me è capitato a 19 anni di amare così...e come scrissi una volta l'orgoglio è la più stu*pida delle scelte perchè non è una scelta....ma osservandola dal di fuori una relazione così ...non sembra anche a te un tantino puerile? ...la risacca con la conseguente quiete non è il navigare ...non ti porta da nessuna parte per restare nella metafora marinaresca. :-)))
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La situazione cui mi riferivo è quella, abbastanza comune, di due persone che si amano alla follia, e che contemporaneamente, per taluni aspetti dei rispettivi caratteri, si detestano vicendevolmente. Per fare un esempio: lui eccessivamente propenso alla vita disordinata, al rischio, a qualcosa di molto simile all'istinto di autodistruzione, ma nel contempo molto geloso; lei ordinata, sistemata, coi piedi per terra, e contemporaneamente, sia pur innocentemente, bella e "civetta" quanto basta per rendere a lui la vita molto difficile dal punto di vista della gelosia. Tra due persone di questo tipo si viene a creare una sorta di moto ondoso di "risacca": un'onda che si allontana dalla riva, gonfiandosi talora anche in cavalloni, per poi inevitabilmente andare di nuovo a toccare gli scogli o la riva, in un eterno moto di allontanamento e avvicinamento. Il che rende il rapporto di queste persone da un lato perennemente in bilico, dall'altro perennemente nuovo ad ogni fase di quiete che segue la tempesta precedente e precede la successiva.
   In questo  tipo di rapporto vi è alternativamente sofferenza e gioia, e alternativamente rabbia (che può giungere fino all'odio) e amore, sempre a tinte forti e nette. Sono oltretutto rapporti immortali, perché, anche quando si sfasciano (spesso solo per il desiderio di punirsi vicendevolmente), hanno una impressionante ed inaspettata capacità di reviviscenza.

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