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Commenti a "La stanchezza nelle gambe mi fece capire che..." di Luis Sepúlveda


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Io credo che "allontanarsi" dai propri pensieri non sia un gran bene, anzi non sia affatto un bene, perché i problemi, sia quelli pratici che quelli interiori, vanno affrontati e risolti. Senza dubbio, in condizioni di particolare stress è talvolta meglio accantonarli, o semmai distendersi; ma per questo vi sono camomille, valeriane, al limite anche l'amore (con persona possibilmente non tesa, ma "distesa"); io in verità, malgrado di continuo sollecitato da quel mio cugino di cui prima parlavo, non ho mai praticato yoga; posso tuttavia assicurare che, nel corso della giornata, vivevo la mia misera esistenza in maniera molto più distesa e serena di quanto non la vivesse lui, malgrado 2 ore di yoga. Chissà, forse ero disteso  per le risate che mi ero fatto. In definitiva, anche le risate sono una sorta di rilassante meditazione trascendentale...  : )))
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si può fare yoga al mattino e poi entrare nel tran tran quotidiano.....io lo faccio, ognuno vive la sua vita come può, come riesce....ognuno utilizza il suo spazio come crede......non entro nella questione yoga: filosofia, tecnica ecc. la frase l'ho postata perchè personalmente ci leggo qualcosa che mi ci accomuna.....RIESCO ad allontanarmi dai miei pensieri senza utiizzare "sintetici" di alcun tipo.
L'aggressività dei toni in un contesto come questo mi fa pensare che fare yoga bene.....farebbe bene :) o magari pure altro....tanto per rilassarsi :)
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Naturalmente, la circostanza che sia stata frase del giorno mi induce ad amare riflessioni.
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Un itinerario casuale che non porta da nessuna parte è un vagare a zonzo senza meta. Capita talvolta; ma di solito perché si è sovrappensiero, non perché ci si allontani dai propri pensieri... Anzi, il vagare aiuta a pensare...
Ciò che rende la frase "eccentrica", o "poetica" addirittura secondo alcuni, ma secondo me solo e semplicemente "ad effetto" senza una reale sostanza di comunicazione (non comunica infatti assolutamente NIENTE) è, sempre con riferimento all'itinerario in questione (che non è un itinerario, ma un semplice vagare) il gioco di parole tra il "non portare da nessuna parte", e l' "allontanare dai propri pensieri" (che tra l'altro non si sa cosa significhi: ci si può allontanare da un pensiero in particolare, ma non dai propri pensieri, tout, court, salvo si sia ubriachi fradici o sotto l'effetto di uno stupefacente). 
Si tratta quindi di una stucchevole frase ad effetto, insomma di una buffonata priva di qualsiasi significato (nè palese nè recondito), che voto 1 senza dubbio alcuno di potermi sbagliare.
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Nella mia visuale, lo yoga è uno dei tanti rifugi semi-automatici in cui la civiltà occidentale, a basso prezzo e senza grandi coinvolgimenti spirituali, cerca di ritrovare la perduta identità e dignità umana.
Non si può praticare yoga al mattino dalle 6 alle 8, e alle 8,30 andarsene a lavorare nell'affanno materiale, intellettuale e morale delle occupazioni infami che ci offrono le nostre città formicaio. E' la stessa cosa che dire di essere stati a Parigi per avervi fatto una sosta di 12 ore in un tour organizzato dell'Europa intera della durata di 5 giorni.
Inoltre lo yoga non è una tecnica, ma una vera e propria filosofia: chi lo usa come tecnica non solo profana lo yoga, ma un'intera cultura.

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