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Commenti a "Circondàti da falsi sorrisi e amori finiti..." di Violetta Serreli


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Attraverso il massimo voto che do alla frase, frase, certo, meritevole di lode, in realtà voto i bellissimi commenti.
Saluti :-)
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Se avessi la tua saggezza Pino accoglierei di buon grado questa tua perla, certamente frutto di durevoli riflessioni e variegate esperienze.
Nel tuo acuto e illuminato commento trova parziale conforto la mia attuale percezione del mondo e dell'umanità che lo popola. Da sempre convivo con l'autosufficienza, mio involontario abito costituzionale, da tempo elargisco senza far calcoli e senza attese, da troppo però m'addolora vedere i doni, da me e da altri spensieratamente elargiti, fagocitati e sperperati da chi se ne serve per meri fini personali, dimostrando midollare i n capacità di distinguere il bello dal b rutto, il vero dal falso, il giusto dallo s bagliato.
Sarà a causa di mie residue e insolute concrezioni psicologiche, sarà che solo da poco ho intrapreso il lungo cammino verso la saggezza (augurandomi di aver ben interpretato le indicazioni stradali) sarà... sarà quel che sarà, ma ancora avverto la necessità di bagliori di umanità nel sorriso di chi condivide con me gioie e dolori, di scintille di quell'autentico affetto che di null'altro abbisogna se non di se stesso.
Nel frattempo mi trovo qui ad attendere paziente la sublimazione verso il successivo stadio di saggezza, nella speranza che il mio treno non arresti la sua corsa per un improvviso e improvvido guasto alla linea elettrica :)))
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Se avessi la tua saggezza Pino accoglierei di buon grado questa tua perla, certamente frutto di durevoli riflessioni e variegate esperienze.
Nel tuo acuto e illuminato commento trova parziale conforto la mia attuale percezione del mondo e dell'umanità che lo popola. Da sempre convivo con l'autosufficienza, mio involontario abito costituzionale, da tempo elargisco senza far calcoli e senza attese, da troppo però m'addolora vedere i doni, da me e da altri spensieratamente elargiti, fagocitati e sperperati da chi se ne serve per meri fini personali, dimostrando midollare incapacità di distinguere il bello dal brutto, il vero dal falso, il giusto dallo sbagliato.
Sarà a causa di mie residue e insolute concrezioni psicologiche, sarà che solo da poco ho intrapreso il lungo cammino verso la saggezza (augurandomi di aver ben interpretato le indicazioni stradali) sarà... sarà quel che sarà, ma ancora avverto la necessità di bagliori di umanità nel sorriso di chi condivide con me gioie e dolori, di scintille di quell'autentico affetto che di null'altro abbisogna se non di se stesso.
Nel frattempo mi trovo qui ad attendere paziente la sublimazione verso il successivo stadio di saggezza, nella speranza che il mio treno non arresti la sua corsa per un improvviso e improvvido guasto alla linea elettrica :)))
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Giuseppe, che dire... bellissimo questo tuo ultimo pensiero Mi sono permessa di postarlo sulla mia pagina fb !Grazie!!
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L'esperienza del disinganno, con la connessa esperienza di solitudine (ma anche di autosufficienza) che ne deriva, è capace, oltre tutto, di migliorare anche il nostro rapporto con gli altri. E' infatti idonea a farci  comprendere che amare è volere  il bene dell'altro, più ed oltre del desiderare un contraccambio affettivo per se stessi.
    In questo rapporto sempre meno "interessato" risiede insieme il perfezionamento di noi stessi e la concreta speranza di riuscire davvero a donare agli altri qualcosa.
    PS: Gianluca, se dovessi trovarti d'accordo anche su questa riflessione... ebbene, potrebbe forse essere il caso di iniziare a preoccuparsi...    : ))

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