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Commenti a "È sempre opportuno distinguere chi si..." di Dario Pautasso


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Cristallina, io trovo alquanto patetico che alcuni ti spingano in mezzo a un qualsiasi manipolo di uomini quando, secondo loro, il tuo "star da solo" sfiora il patologico. Credo che sia alquanto malato proprio che si venga costretti a star tra la gente, considerando che ognuno può sentire quasi necessario, talvolta, isolarsi un po', per tempi più o meno lunghi". A quanto pare c'è sempre qualcuno che ti conosce meglio di quanto ti conosca tu stesso...!!
Siamo una specie sociale, ma non siamo pecore.
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Giulio, la penso esattamente come te, nello specifico condivido in pieno l'ultima tua affermazione! :)
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Io, amo stare in solitudine,quando devo trovare o ritrovare me stessa. In quei momenti la compagnia mi mette fuori strada mettendomi insicurezza.
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L' uomo è un animale semigregario , in lui vi è una parte che necessita di compagnia , di rapporti sociali  ed un' altra parte che ha il sacrosanto bisogno di starsene in beata solitudine. Il rapporto tra le due parti è variabile a seconda dell' indole delle persone e dalle contingenze che nella vita si presentano.
Prova sofferenza chiunque si trovi in una condizione in cui l' equilibrio  delle due parti  - gregario e solitario- non sia soddisfatto a causa di eventi esterni alla volontà dell' individuo. Chi lavora a stretto e soffocante contatto con la gente , sentirà la necessità di vedere soddisfatta la propria privacy più di chiunque altro e desidererà la solitudine di un eremo ; chi   d' altro canto deve condurre un ' esistenza in solitudine , possedendo un indole di grande socialità , soffrirà per i motivi contrari.
Personalmente non soffro di solitudine , anzi se potessi farei tacere e starei lontano anche da me stesso :-))

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