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Commenti a "La felicità è il granello di sabbia che..." di Giuseppe Freda


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Sai, dipende da come si nasce e si è.
Malgrado ogni tentativo in contrario, il sano e sereno equilibrio non è mai stato il mio forte.
E' senza dubbio il punto di arrivo. In cima, dove vogliamo arrivare, c'è quello. La conciliazione degli opposti.
Ma quando tu hai dentro correnti ad alta tensione, perché sei nato così, che fai?
La compensazione può avvenire solo per mezzo di una forza ugualmente forte.
A quel punto, si esagera per forza.
Tutta la vita diventa un'esagerazione continua, una corsa ad ostacoli.
Non per gli ostacoli ordinari, parlo naturalmente di quelli interiori.
Ho letto qualcosa di Salvatore.
Credo di poter indovinare che è napoletano. : )))))))
Grandissimo antidoto. Ti giuro, se non fossi nato a Napoli sarei già in un manicomio.
Invece uno che è nato laggiù, prima o poi si guarda allo specchio, e ogni pallone si sgonfia. Non può del tutto prendersi sul serio.
Non riesco, viceversa, come Salvatore, ad usare il dialetto per cose serie.
Mi serve solo per farmi sorridere, o anche ridere a crepapelle.
Te ne dico una sola, e poi davvero vado a dormire.
Sai che una delle caratteristiche figure napoletane è lo "scugnizzo". Ragazzetto di età non oltre i 12-13 anni, ma spesso anche molto più piccolo, che ne sa una più del diavolo, non solo; ma di indole ridanciana: "sfrocoliatore", cioè canzonatore per eccellenza.
E uno scugnizzo incontra un prete, che si avvia tutto trafelato chissà dove, con in testa un cappello (da prete) non perfettamente calzato. E gli fa:
- Zì prè, o' cappiello è stuorto !! - (zio prete, il cappello è storto!)
Ma a Napoli anche i preti ne sanno una più dl diavolo, perché col diavolo ci hanno a che fare ogni giorno, e il prete gli risponde:
- Nun te ne 'ncaricà, accussì adda  i'  !!.. - (non dartene pensiero, così deve andare...).
C'è una filosofia, in queste poche battute, che rappresenta un antidoto fantastico contro qualsiasi problema.
La lingua napoletana (bada: non è un dialetto) non si presta invece tanto a vivere serenamente i sentimenti seri. Salvo non si voglia, con Di Giacomo o tanti altri, letteralmente sprofondare in una malinconia da cui nè lo scugnizzo nè il prete potranno più salvarti mai. Almeno a me fa questo effetto. Diventa come il canto di un uccellino, dal cui becco viene fuori sempre lo stesso verso. Struggente, malinconico, una cosa terribile.
E chiudo con un proverbio che mi è tornato alla mente qualche giorno fa. Perché (autocritica da scugnizzo) si adatta spesso a me.
Evitate di farmi parlare, perché io sono come il famoso personaggio di un antico proverbio napoletano:
" 'O cecato 'e Santa Maria: mez'ora p'o' fa parlà, e tre ore p'o' fa stà zitto".
(Il cieco di Santa Maria: mezz'ora per farlo parlare, e tre ore per farlo stare zitto).
Dai, non è il massimo per mettere le gomme alla giusta pressione? 
         : )))))
Buongiorno e buonanotte insieme.
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Grazie, Tina. La custodirò come un dono prezioso.
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Ma proprio uno di quelli da premio nobel del paralogismo.
Vado a dormire, il giorno è finito.
Buonanotte.
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Notevole. Credo proprio di essere anch'io un ossimoro, sai?? : ))))
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In un colmo di sincerità, devo però dire che questo “ossimoro” risveglia in me significati archetipi inquietanti.
Per un verso, infatti, la mia immarcescibile napoletanità viene colpita da quell’”oss”, che accompagnato dalle lettere “mor” induce ad immediati gesti scaramantici: è un attimo che anche un lapsus linguae possa varcare la soglia tra la figura retorica e la maledizione.
Per altro verso, mi torna alla mente il sicomoro, che anch’esso non è tra gli alberi, il più leggiadro (veniva usato per i sarcofagi egiziani: il che purtroppo appare in perfetto accordo con l’”oss” !..! di cui prima parlavo).
L’unica catarsi la trovo in una canzone americana: la splendida “dream a little dream of me”, in cui si parla di un sicomoro (almeno salviamo il sicomoro!) sede del magnifico canto di un uccellino.
Ne accludo, forse fidandomi troppo delle mie capacità informatiche, un link che, sullo sfondo di quella canzone, è un omaggio al mio ideale femminile, ma che dico: umano. Non lasciatevi illudere: si tratta di persona tuttora vivente, quantunque a tutti possa apparire il contrario. Gli occhi sono tutto: sono lo specchio della nostra anima. E quella rimane.
http://www.youtube.com/watch?v=qBbw8m23yhk
Se il link non funzionasse, basta ricopiarlo e inserirlo sopra, nell’indirizzo di internet.
Buon ascolto e buona visione.    : ))

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