Scritta da: Vanessa Grassi
in Umorismo (Barzellette)
Il marito ottantatreenne sussurra all'orecchio della moglie: "ricordi la prima volta che abbiamo fatto l'amore insieme ormai sessant'anni fa? Andammo dietro l'osteria; tu ti appoggiasti contro il recinto di rete metallica ed io feci l'amore con te" "eh, sì... lo ricordo bene." "Senti, che ne dici di fare di nuovo due passi fino al recinto e far l'amore ancora una volta, nello stesso posto e con passione, in ricordo di quella prima volta?" "Oh, antonio... che diavolo che sei! Ma se vuoi provare... proviamo." Un tale, seduto al tavolo vicino, ha sentito la loro conversazione. Si fa una risatina in silenzio e pensa: "devo vedere questi due vecchietti far l'amore contro il recinto." Così li segue da lontano senza essere visto. I due nonnini, sostenendosi a malapena con i loro bastoni e tra di loro, arrivano dietro all'osteria. La moglie tira su la gonna ed il marito tira giù i pantaloni, quindi si accingono a far l'amore appoggiati al recinto di rete metallica come tantissimi anni prima. Di colpo esplodono nel sesso più sfrenato che si sia mai visto. La cosa va avanti per lunghi minuti, mentre entrambi emettono urla e gemiti. Poi tutti e due crollano a terra esausti ed ansimanti. Rimangono un bel po' a terra, poi a fatica e doloranti si alzano ed incominciano a rivestirsi. L'uomo che ha visto tutto è incredulo: non poteva immaginare una cosa del genere. La sua curiosità è così grande che a tutti i costi vuole conoscere il loro segreto. Si avvicina e chiede: "scusatemi... ma non ho potuto fare a meno di vedere tutto. Alla vostra età avete fatto una cosa fantastica! Dovete aver avuto una vita sessuale insuperabile. Ma ditemi, vi prego: qual è il segreto della vostra passione?" Ancora tremante ed ansimante il marito risponde: "sessant'anni fa quella rete metallica non era elettrica!".
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    Scritta da: Vanessa Grassi
    in Umorismo (Barzellette)
    Mentre viaggia in campagna con la sua auto, un uomo sente che il motore balbetta un po', allora decide di fermarmi e guardare dentro al cofano.
    "Sarà la testata?" Si chiede.
    Una voce alle sue spalle risponde: "è lo spinterogeno!"
    Si gira sorpreso, ma non vede nessuno; lì vicino c'è solo un cavallo che pascola. Si china nuovamente sul motore cercando di capire la natura del problema e dice tra sé e sé: "Sarà qualche fascia dei cilindri?"
    Di nuovo una voce dietro di lui: "è lo spinterogeno!"
    Si rigira di scatto e capisce che è il cavallo a parlare! Allora si mette a correre velocemente e quando arriva al primo bar del paese esclama: "Bisogna avvisare i giornali, la tv... una cosa incredibile! Mentre controllavo il motore della mia auto guasta ho sentito una voce che diceva: 'è lo spinterogeno! ' Mi sono girato ed ho visto un animale che parlava!"
    Un vecchietto lì vicino gli chiede: "Cosa era? Un cavallo?"
    "Sì! Un cavallo!"
    Ed il vecchietto: "Con una stella bianca in fronte?"
    "Sì, esatto!"
    Ed il vecchietto: "Ma quello lì non capisce niente di motori...!"
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      Scritta da: Vanessa Grassi
      in Umorismo (Barzellette)
      Ieri ho incontrato un amico che mi dice: "Siccome non hai Facebook, prova a farti degli amici al di fuori di Facebook, applicando gli stessi principi."
      Allora tutti i giorni io scendo in strada e spiego ai passanti, che cosa ho mangiato, come mi sento, cosa ho fatto la sera prima, quello che sto per fare, quello che farò domani, gli do delle foto personali mie e della mia famiglia, del cane che ho avuto, di me che sto lavando i piatti e dei miei famigliari che stanno guardando la tv, foto vecchie o appena scattate. Ascolto molto attentamente anche le conversazioni della gente e gli dico: "mi piace!". E sta funzionando! Attualmente ho già 5 persone che mi seguono: 2 poliziotti, 1 psichiatra, 1 psicologo e un infermiere.
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        Scritta da: Alido Ramacciani
        in Umorismo (Barzellette)
        ‘Na signora ‘n po’ troppo ‘n carne;( ‘n carne pe’ modo de di’; se faceva prima a passaje sopra che a giraje attorno ).
        Allora se decide e va’ da ‘l dietaro, pe’ cerca’ d’abbassa’ n po’ ‘l peso. ‘L dietarolo je fa’ ‘na dieta misurata, ‘n base pe’ ‘ l’altezza. Doppo ‘n mese  la signora c’aritorna, ‘l dietaro le mette su la bilancia e se stupisce:
        “ A signo’ com’è pussibile che nun’ha perso manco ‘n chilo ?”  
        “Dotto’, i mi fiji a pranso e a cena lascino sempre quarche avanso e, io pe’ rispetto de chi patisce la fame me le magno; ‘l mi’ marito lascia sempre mal piatto ‘na cazzata, da buttalla me dispiace e me le magno. “ A signo’ perché nun se fa ‘n porchetto?” ” Dotto’ famo a capisse! Io l’avanzi de casa me le magno, ma quelli del porchetto propio noooo!”
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          Scritta da: Giuseppe Esposito
          in Umorismo (Barzellette)
          Il Conte Bernasconi Sforza Rizzoli munifico rappresentante della nobiltà lombarda, ricorrendo il compleanno della moglie Sig. Ra Matilde Aldrovandi di Montefeltro, incarica il proprio l'autista personale Pasquale di preparare la limousine al fine di accompagnarlo in via Montenapoleone di Milano, onde acquistare un degno regalo alla consorte che in passato gliene aveva fatto cenno di gradimento, cioè una pelliccia di cincillà.

          Infatti Pasquale Caputo, autista di origini napoletane, rigorosamente in livrea, ottempera a quanto ordinato dal suo datore di lavoro, tirata fuori dal garage la Isotta Fraschini, fa accomodare il Conte dietro e si dirige verso la meta predetta, cioè la via Montenapoleone di Milano sede della prestigiosa pellicceria Visconti.

          Dopo circa una mezz'ora, il Conte ritorna in compagnia di un commesso della pellicceria che recava in braccio un vistoso pacco confezionato con una splendida carta dorata recanti le insegne del negozio, contenente una favolosa pelliccia di cincillà, come gli riferisce confidenzialmente il gentiluomo che aveva la massima fiducia di Pasquale e lo metteva spesso al corrente delle sue iniziative personali nei confronti della moglie di cui era sempre innamorato.

          Pertanto la scatola con pelliccia viene appoggiata sul sedile posteriore della limousine e Pasquale con il Conte riprendono la strada di ritorno presso l'avita dimora, per fare la sorpresa alla gentildonna consegnandogli l'inatteso ma sospirato regalo della pelliccia in questione, del valore di 50 milioni, come gli aveva sussurrato con complicità, il Conte.

          Egli, nell'uscire dalla villa al mattino, aveva detto alla moglie che si sarebbe portato fuori Milano con Pasquale per badare ai propri affari con alcuni imprenditori e quindi avrebbe pranzato fuori casa. Lei, salutandolo con affetto, gli aveva risposto che avrebbe atteso il suo ritorno annoiandosi con le sue amiche giocando a canasta dopo aver dato disposizioni alla servitù circa l'andamento della casa. Quindi libera da impegni, intimamente pensava ai suoi affari personali, mai immaginando che il marito sarebbe ritornato li a poco, con la sorpresa.

          Pertanto durante il ritorno, Pasquale, visibilmente lieto del nobile e signorile gesto del Conte di cui aveva una smisurata stima, il quale lo aveva messo a parte del suo regalo per la consorte, pregustava già di vedere la gioia della marchesa nel ricevere il prestigioso regalo del marito rallegrandosi con il Conte per la magnifica idea che aveva avuto.

          Quindi tutto lieto di essere latore di cotanto regalo, Pasquale che portava fieramente in braccio il pacco con la pelliccia di cincillà, varcò la soglia di villa Bernasconi insieme al Conte, per dare alla Signora Marchesa il meraviglioso dono offertogli dal marito di cui non voleva assolutamente perdersi l'attimo fuggente.

          Entrambi vagarono per tutta la casa, il Conte chiamando la moglie per nome, ma non rispondeva nessuno. Ma lui era sicuro che la consorte era in casa come gli aveva riferito anche la cuoca, ma non rispondeva da nessun locale della casa né dal boudoir, né dalla biblioteca, né dalla cucina ove la cuoca gli riferisce di averla da poco vista, ma sembrava essere sparita! Al ché gli sorge un dubbio! Magari era tornata a letto per un malore? Ogni tanto aveva un calo di pressione!

          Insieme a Pasquale si recarono in camera da letto per verificarne la presenza. Infatti era lì! Ma sorpresa delle sorprese era a letto con un altro uomo! La Marchesa aveva l'amante! Pasquale esterrefatto, lasciò cadere la pelliccia a terra. Il Conte dopo un attimo di smarrimento, resosi conto della situazione, cercò di riaversi e riprendere la sua abituale imperturbabilità e così proferì:"non ti prendo a schiaffi perché sono una persona molto seria, donna fredifraga e messalina, ti credevo Cornelia madre dei gracchi e invece non sei che una semplice Tiziana popolana! L'ultima parola che vorrei dirti non riesco, perché mi strozza! "Poi rivolgendosi a Pasquale gli disse" Raccogli la pelliccia e portala a tua moglie che sicuramente è più onesta della mia ".

          Figuriamoci il povero Pasquale, che era completamente stralunato dall'evento, ma al colmo della felicità, si precipita a casa con la favolosa pelliccia appena regalatagli per la moglie dal Conte e per dargli la buona novella. Ma anch'egli gira per casa in cerca della moglie:

          - Concettina, Concettina dove sei? -

          Anche sua moglie non risponde, allora la cerca in camera da letto, spalanca la porta e trova pure lui la moglie a letto con l'amante! Situazione Kafkiana! Perfettamente analoga a quella del suo padrone vista poco prima.

          Allora si ricompone, e volendo imitare il Conte che in maniera signorile aveva liquidato la questione, con poche parole,
          che cerca di reinterpretare, sbottando così:

          " non ti piglio a cavici int'ò mazzo pecché song nà persona seria, donna fetosa che non vai mezzalira, ti credevo donna carmela quella che vende i "tracchi" e invece non sei che una semplice "trezzaiola", e l'ultima parola che ti vorrei dire...
          mi rimane in gola, "stronza! -
          Composta domenica 24 dicembre 1989
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