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    (Parlato) "Stanza 132, ore 18, è spirato, sì il cuore,
    come il suo povero papà.
    Sembra che dorma… no, non ha sofferto, non se n’è neanche accorto!

    Oh, che bella processione!
    M’han portato in questa fossa
    e con quanta devozione han deposto le mie ossa.
    M’han voluto proprio bene,
    una bella passeggiata
    anche se la prima classe, beh, mi sembra esagerata!
    Questo spreco di lumini, questo coro di bambini
    e quei preti mascherati chissà quanto son costati.

    Com’era caro, com’era buono,
    sembra davvero impossibile pensa che cosa incredibile lui non c’è più.

    C’è anche quello con gli occhiali che sta lì tutto sudato,
    l’avrò visto due o tre volte dal quel giorno che son nato.
    Quanta gente affezionata, che premura, che assistenza!
    C’è una busta sigillata: state calmi, che impazienza!
    Ma c’è scritto solamente: G. Saluta la sua gente,
    s’è mangiato tutti i soldi, non vi lascia proprio niente.

    Com’era caro, com’era buono,
    sembra davvero impossibile pensa che cosa incredibile lui non c’è più.

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