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    Lei comincia a divincolarsi ma i suoi sforzi rendono più sensibile lasua debolezza e nello stesso tempo fanno ondulare il suo corpo contro il mio. Ora la trascino verso la camera, ma strada facendo mi fermo un po’ per obbligarla a strigersi di nuovo contro di me in modo da sentirebene il tenero strofinio dei suoi seni attraverso la seta sgualcitadella camicia. Poi, sempre tenendola, costringo la piccina adinginocchiarsi sul copriletto. Le immobilizzo i polsi dietro la schienacon una sola mano che preme contro l'incavatura della vita e laschiaffeggio più volte, senza fretta. Lei sa che ha bisogno di unapunizione. Dopo le accarezzo con le mani la bocca, e anche le labbra,ma, siccome non si dimostra compiacente quanto voglio, la schiaffeggioancora, senza spiegazioni. Punita per la seconda volta mi bacia senzareticenze. Allora la faccio stendere servile, sottomessa a pancia in giù – è la posizione che preferisco – ferma, cara, indifesa. Le facciorisalire la camicia e le spingo giù i pantaloni, dolcemente. Con lapunta delle cinque dita sfioro la pelle nei punti in cui è più delicata, non tanto per interessare la prigioniera... Non tanto per interessarela prigioniera...
    Questo pensiero rischia di farmi sfumare l'immagine.
    Non tanto per interessare la prigioniera...
    Accendo la luce e guardo il cuscino... la prigioniera.
    Ecco, cosa c'è di bello nella masturbazione. Non c'è alcun bisogno dipreoccuparsi per l'altra persona. Però guai a distrarsi, eh, guai! Deviessere un tutto unico... testa e... tutto.
    I ragionamenti intermedi sono fallimentari. Fra la tensione del pensiero e il corpo non deve esistere niente. La masturbazione… è la prima forma di interezza. E non solo quello. Nessuno ha mai parlato di questo mododi amare. Ma ti rendi conto? In due, sempre in due… oppure in tanti, che stronzata in tanti! L'amore in uno è il più perfetto. Non ha maisfasature. È l'unico amore in cui una persona faccia veramente i conticon il proprio sesso. Purtroppo non lo si può raccontare a nessuno, ilproprio sesso, diciamolo. Quanto sia acuto, profondo, illimitatamentelibero... si deve andare fino in fondo, fino alle oasi più vergognose,che sono quelle più vere. Mi fanno ridere quelli che la chiamano“disperata solitudine”... È una scienza privata e universale, dài. È ilrilancio dell'individuo. Ti libera dall'untuosa ideologia del sociale.Ti libera dei sofismi della conservazione della specie e ti porta versol'immagine pura. È il più alto dovere dei poeti. O la capisci o non lacapisci, o ce l'hai o non ce l'hai. Non ci si può accedere con lalogica. È una verità del cuore. Come la mamma, come la Patria!…
    Mi sono esaltato, eh! E ho perso la concentrazione.
    Va be', fumiamo va. Guarda che casino c'è in giro… cicche, cartacce,camicie sporche, lenzuola... che disastro.
    Però è bello tornarsene a casa da soli. Infilarsi sotto le coperte… esapere già come andrà a finire. Ritardare. I piaceri vanno sempreritardati. Quasi quasi questa sera resisto. Così domani è anche piùbello.
    Dicono che faccia male. Anche quella lí non l'ho mai capita.
    Ma chissà quanti saranno quelli che a quarant'anni, da soli…
    Non lo saprò mai!
    E chi te lo racconta, dài… da piccoli sì, ma a quarant’anni SSS…
    Non so se dormire o se tornare ai miei filmini.
    Dunque: lei era prigioniera. Era prigioniera con le mani incatenatedietro la schiena, no, le catene non c’erano… ecco a me sono i dettagliche mi fregano!... L’ho persa, non la vedo più, la Lucianina non mi...non mi va più bene. Che cose strane! Probabilmente è il pensiero chediventa debole, e quando il pensiero si indebolisce…
    Ma chissà quanti saranno quelli che a quarant'anni... No, sarei curiosodi sapere che tipo di tecnica... Secondo me esistono due tendenze, sì.Quelli della donna astratta, stupenda, completamente inventata, piena di fianchi, di cosce, di tette... No, no, io sono più realista. Sì, nonimporta che sia bellissima… deve essere vera. Ecco, la devi capire…psicologicamente. Eh sì, perché cos'è poi un culo se non si conosceprofondamente il proprietario?... Non è niente, dài. Non è niente, è unoggettone.
    Le donne che scelgo per… se lo sapessero!… voglio dire, le mie donne,insomma, sono quelle che incontro tutti i giorni, sì, quelle di cuiconosco la madre, il fratello, il cugino, il marito... quelle sposate... le mogli degli amici, stupendo!... Le faccio parlare proprio con laloro voce, sono precisissimo nell'immaginare i gesti. Ognuna ha il suocarattere. Mai, mai far fare le cose che loro non farebbero, mai! Magari che non hanno mai fatto… ma che io so che farebbero... con me lefarebbero! Guarda la Barbara, per esempio... come la odio, la Barbara!Dice che è timida. Tipico. Dice che ha vergogna del suo corpo. Tipico…Ha vergogna del suo corpo e mette su delle gonne che s'incollano alculo! Va bene, ha il culo piccolo, lo ammetto... ma si vede di più,eh!!! Che fai, t'incazzi? Sì, m’incazzo. M'incazzo perché sono realista. E intanto la Barbara mi va via, mi svapora, mi si indebolisce ilpensiero, mi s'intreccia con la Cornelia… La Cornelia?... La Cornelia ètutto un altro tipo, è isterica, fredda come il ghiaccio, aristocratica, mai un gesto fuori di posto… tutta dentro, tutta dentro bisognerebbesmuoverla, bisognerebbe smuoverla, tutta controllata, piena di dignità.Sarebbe bello vederla fondere, la sua dignità. Sarebbe bello vederlafondere. Ti scavo nel cervello, Cornelia. Te lo tirannizzo, così, così!
    Basta. Basta.
    È come uno schifoso guazzabuglio di pensieri che si scioglie. È unacascata di sintomi di delirio che gocciolano da tutte le parti. Basta,che miseria.
    Ora bisogna abbandonarsi e dormire più che si può. Dormire?...
    Si crede sempre che sia il fondo dello squallore quello che si ètoccato. Chissà se esistono delle forze per andare più giù. Delle strane forze, e la prossima volta scendere più in basso. C'è un momento in cui si è veramente soli. Quando si arriva in fondo a ciò che siamo diorrendo, di squallido. Ma in fondo, proprio in fondo in fondo.
    Il dolore stesso non vi risponde più. Gli occhi sono asciutti perché líc'è il deserto. Strano, non c’è neanche il dolore nella solitudine,quella vera. Gli occhi sono asciutti. E Allora bisogna risalire da quelfondo... piano piano bisogna ritornare tra gli uomini.
    Non c'è niente da fare. Bisogna ritornare con gli uomini... anche perpiangere.

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