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    [parlato:] Quando mi è capitato di nascere,
    la maggior parte dei miei
    simili si era allontanata da Dio.
    E per colmare questo vuoto aveva scelto come nuovo culto
    l'umanità con tutti i suoi ideali di libertà e di eguaglianza.
    Tuttavia non so se per coscienza o per prudenza,
    non riuscendo ad abbandonare completamente Dio,
    né ad accettare
    fino in fondo l'umanità, siamo rimasti come alla deriva
    del mondo in quella distanza aristocratica da tutto
    comunemente chiamata decadenza.
    Insomma siamo nati troppo tardi per Dio e troppo presto per gli uomini.

    La grande intesa tra me e l'universo
    è sempre stata un mistero
    il grande slancio verso la mia patria
    non è mai stato vero
    il tenero attaccamento al paese natio
    mi sembra l'enfasi pietosa di un mio vecchio zio
    tutto quello che ho, tutto ciò che mi resta
    è solo questa mia famiglia che non mi basta.

    Quando non c'è nessuna appartenenza
    la mia normale, la mia sola verità
    è una gran dose di egoismo
    magari un po' attenuato
    da un vago amore per l'umanità.

    La mia anima è vuota e non è abitata
    se non da me stesso
    non so bene da quando l'amore per il mondo
    mi sembra un paradosso
    ma soffrire per gente di cui non si sa l'esistenza
    mi sembra il segno un po' preoccupante di qualche carenza
    tutto quello che provo è una vana protesta
    è solo questa mia coscienza che non mi basta.

    Quando non c'è nessuna appartenenza
    la mia normale, la mia sola verità
    è una parvenza di altruismo
    magari compiaciuto
    che noi chiamiamo solidarietà.

    Ma se guardo il mondo intero
    che è solidale e si commuove in coro
    i filmati di massacri osceni
    con tanti primi piani di mamme e bambini
    mi vien da dire che se questo è amore sarebbe molto meglio
    non essere buoni.

    Se provo a guardare il mondo civile
    così sensibile con chi sta male
    il cinismo di usare la gente
    col gusto più morboso di un corpo straziante
    mi vien da urlare che se questo è amore io non amo nessuno
    non sento proprio niente.

    E invece siamo nati per amare proprio tutti
    indiani, russi, americani, schiavi, papi, cani e gatti
    è proprio il mondo della grande fratellanza
    per nuove suffragette piene d'isteria
    o peggio ancora è, quella sporca convenienza
    come sempre mascherata dalla grande ipocrisia
    la nostra ipocrisia.

    Quando non c'è nessuna appartenenza
    la mia normale, la mia sola verità
    è una gran dose di egoismo
    magari un po' attenuata
    da un vago amore per l'umanità.

    E non ci salva l'idea dell'uguaglianza
    né l'altruismo o l'inutile pietà
    ma un egoismo antico e sano
    di chi non sa nemmeno
    che fa del bene a sé e all'umanità.

    Un egoismo antico e sano
    di chi non sa nemmeno
    di fare il bene dell'umanità.

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