13. "Machete"

"è finita", le disse, ma lei scosse il capo
mormorando fra i singhiozzi:
"... evo... olo... ita... rmale..."
jeremy si chinò su di lei e potè capire cosa diceva: "volevo... volevo solo una vita
normale..."
l'abbracciò, mentre lei gli sussurrava
all'orecchio: "volevo solo una vita normale,
maledetto figlio di puttana!"
Jeremy trasalì, con una forza così estranea a
quel corpo lei lo strinse fino quasi a stritolarlo.
Capì tutto quando la bocca di milla si
spalancò innaturalmente mostrando due file di
denti aguzzi e affilati come rasoi. Quando si
chiusero sulla sua gola non oppose resistenza. Si lasciò cadere a terra, pur di essere cullato da quella stretta feroce che lo intrappolava.
L'ultima cosa che vide fu il sorriso di quella vecchia foto.
Tutto gli andava bene, pur di andarsene in
quel modo.
Il dolore si fece via via più lontano mentre
su di lui calava l'oscurità.
Fu allora che all'orecchio sentì un sussurro farsi man mano più chiaro, trasformandosi in una cantilena. La voce era familiare: "hello darkness my old friend, I've come to talk with you again..."

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