Ieri riflettevo sul tempo e il valore delle emozioni. Rispetto ai miliardi di anni del nostro universo, la nostra "finestra temporale" è infinitamente limitata. Una goccia nell'oceano non rende minimamente l'idea. Anni luce di spazio senza vita e noi qui a contemplarli. Tutto questo conferisce all'esistenza e alla coscienza un valore inestimabile. Eppure, è la nostra percezione a dare forma e senso a ogni cosa. Se le emozioni rappresentano il veicolo con cui "riflettiamo" l'universo, non sono forse esse importanti quanto la vita stessa? Cosa sarebbe un'esistenza senza la sua percezione? Forse un elemento fine a se stesso. Per questo è incredibilmente importante dare spazio alle proprie emozioni: amare, sorprendersi, sfiorarsi, piangere, ridere, fantasticare, appassionarsi, esprimere i propri sentimenti anche andando contro tutto e tutti perché qualunque costruzione sociale non varrà mai quanto un'emozione. Cambiare, evolversi, scoprire, essere "folli", sfidare il cosiddetto "senso comune". Fare tutto questo consapevolmente demarca il confine tra esistere e vivere. Nel mezzo dell'infinito che ci precede, ci segue e circonda, sarà probabilmente l'unica cosa che abbia davvero avuto importanza. Naturalmente, secondo me.
Composto martedì 29 settembre 2015

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