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Scritto da: Domenica Borghese

I numeri gridano, le persone parlano sottovoce.

In mezzo a chi ti considera un numero tu sorridi, anche quando sui loro volti e nei loro sguardi si disegna un odio sottile che non trova senso, ma quando te ne accorgi è necessario chiudere il cancello per difenderti; i muri, se vogliono, lasciali innalzare a loro. Le maschere cadono quando devono parlarti guardandoti negli occhi perché non riescono ad affrontare il tuo sguardo. Mentre i numeri fanno numero tra confusione e rumore, tu dentro culli la rabbia per non farla svegliare, ricordando più forte le persone che non torneranno mai più; e chissà se poi da lì, dove si trovano ora, vorrebbero tornare per stare ancora accanto a te. Il chiasso aumenta e tu non riesci nemmeno ad ascoltare i tuoi pensieri, ma senti quei vuoti che ti sono rimasti dentro e che non saranno mai più riempiti; eppure hai imparato a guardarli come se fossero dei frammenti di cielo caduti dentro di te. È facile essere dei numeri, il difficile è trovare persone che vogliono andare incontro ad altre persone, per conoscersi, parlarsi, ascoltarsi, capirsi, rispettarsi, viversi veramente. I numeri vogliono sempre ragione e cercano la maggioranza, le persone si pongono domande e amano cercare la verità e dal momento in cui la trovano non la tradiranno mai, anche quando essa è una ed è sola in mezzo a infinite menzogne. I numeri gridano per farsi sentire, le persone parlano sottovoce perché desiderano essere ascoltate.

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