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"Credo nel potere del riso e delle lacrime come antidoto all'odio e al terrore." Così la pensava Charlie Chaplin e così la penso io. Più cresco e più faccio di tutto per proteggere la mia luce, ma ci vuole tanta forza per riuscirci e quando piango non piango gli amori, le delusioni e le ferite, ma piango la gioia, la purezza, l'ingenuità. Con le lacrime difendo i miei sogni, le mie idee, la tenerezza del cuore, il mio amore per la vita, la mia fiducia in te. Non piangere significherebbe arrendermi al brutto. Le lacrime danno da bere alla mia essenza. E quando rido invece, beh quando rido, è perché riesco ancora a prendermi in giro e a perdonarmi. Ma è soprattutto la fiducia nel domani che mi porta a ridere, degli eventi e delle circostanze, la sensazione che tutto passi e vada oltre e che comunque è poca cosa. Quando rido passa la paura, riscopro la comicità della vita e faccio pace con me stessa e con gli altri, mi ricordo degli amici, di mia sorella, di mia nonna. No, dei miei genitori no, loro li ricordo quando piango, quando è la bambina che è in me ad avere bisogno di protezione. Perché ti scrivo questo? Forse perché non voglio che tu provi dispiacere per i miei occhi gonfi: se li trovi asciutti, sono solo il risultato di una battaglia vinta, se sono ancora bagnati, hanno solo bisogno di un bacio.

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