Scritto da: Andrea Bidin

L'ordine irragionevole


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Entrai sbattendo violentemente la porta. Stefania, mia moglie, mi osservò basita dalla cucina dove stava preparando la cena: non era abiutata a veder certe mie reazioni che solitamente celavo dentro di me, dietro una maschera di serenità e felicità alle volte sinceramente insostenibile. Il massimo che le permettevo di notare era un nervosismo tenuto a bada ed un'apatia purtroppo contagiante. Buttai in terra la borsa che mi accompagnava nelle giornate lavorative e salii velocemente le scale che portano alle camere da letto del primo piano. La nostra casa era una villetta come tante, con al piano inferiore cucina, salotto, bagni ed ufficio personale, mentre il piano superiore era adibito a "zona notte" con camere da letto e bagni: una piccola scala a scomparsa poi permetteva di salire in mansarda che avevamo reso abitabile con divani, tv, una piccola libreria ed un cucinotto.

Procedetti iracondo verso la nostra camera matrimoniale deciso a sdraiarmi sul letto per qualche minuto e sfogare tutto il nervosismo che avevo accumulato in ufficio. Purtroppo per me, quando entrai, lui era lì e puntava su di me il suo sguardo indagatore: sapevo che avrebbe espresso commenti e giudizi sul mio comportamento e su quanto lo aveva scatenato,... [segue »]
Composto lunedì 4 gennaio 2010

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