Scritto da: Franco Paolucci

Cosmo sensibile


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Il vecchio era di nuovo lì. Come gli altri tre giorni precedenti, seduto su di una seggiola pieghevole da regista, all'angolo sud-est del crocevia sotto casa mia. Disegnava di nuovo a terra con dei gessetti colorati. Si trattava di curve policrome concentriche o spiraliformi dai toni delicati ed armonici.
Mentre disegnava, canticchiava sommesso una sorta di nenia che sembrava lo ispirasse.
Quando avevo provato a dargli qualche spiccio, con tono garbatamente riluttante mi aveva detto:
- non sono qui per questo; preferirei essere ascoltato.

Questa volta provai a chiedergli cosa avesse da dirmi. Mi rispose:
- lo sa che tutta questa immensità che ci circonda è un'entità sensibile e unica, inclusi noi che la osserviamo? Ciò che osserviamo è assimilabile alle onde del mare. Prendono forma e movimento propri, diversi l'una dall'altre ma, in effetti, sono come masse emergenti dovute ad un fermento continuo che sollecita una sostanza unica. Anche noi siamo onde. L'oceano cosmico è cosa viva. E noi ne facciamo parte.
- già. Ma se le cose stanno come dice lei, noi che funzione abbiamo?
- provi a riflettere su quanto le ho detto. Ne riparliamo domani.
Confesso che il solito tran-tran giornaliero mi lasciò poco tempo per pensarci. Ci pensai ... [segue »]
Composto venerdì 24 febbraio 2012

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