Scritto da: Cleonice Parisi

Il cammino dei peccati - La favola SbiancaSensidiColpa


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Un Uomo iniziò il  Cammino portando con fatica il suo pesante fardello, ebbe sete ed aprì il suo sacco per bere, ebbe fame e di nuovo attinse da quello stesso sacco e le voci della vita presero a gridare con grande sdegno:

Hai peccato, hai attinto acqua da fonti buie!

Hai peccato, ti sei sfamato da un albero insano!

L’Uomo continuò a camminare portando sempre sulle spalle il suo pesante fardello, e di nuovo ebbe fame e di nuovo ebbe sete, attingendo sempre dallo stesso fardello, e le voci che non avevano mai smesso di gridare, aumentarono ancora il tono della voce dicendo:

Hai peccato, hai attinto acqua da fonti buie!

Hai peccato, ti sei sfamato da un albero insano!

L’Uomo giunse al finire del Cammino, trovandosi di fronte al cancello di un meraviglioso giardino, dove il guardiano sembrava lo attendesse con un grande amicizia.

Che tu sia il benvenuto!

Disse il guardiano con un ampio sorriso, l’Uomo era triste e con gli occhi bassi disse:

Signore dimmi dove posare questo pesante fardello e quale scale prendere per scendere giù all’inferno, io sono un peccatore!

Ma il Guardiamo che aveva tra le mani le chiavi del giardino, lo guardò con comprensione dicendo:

Riconsegnami il fardello figlio mio ed entra pure ... [segue »]

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    Info

    Scritto da: Cleonice Parisi
    Riferimento:
    In quel sacco c’erano le mille voci del vivere, ma solo di una dovevi ascoltarne il dire. Lasciando chiuso il sacco non saresti mai riuscito a distinguere la voce vera da quelle false, hai ben camminato entra pure.

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