Scritto da: Urviniensis
"Le persone non indossano maschere, sono le maschere ad indossare le persone" Non faccio altro che perdermi. Perdermi, nella musica trascinata dal vento, perdermi nelle parole che, come miele, dolcemente scivolano fra gli anfratti della mia esistenza. Mi nutro di ombre, di sospiri, d'immaginazione, ma tanto basta a ingannare ancora un po' ogni crudele certezza. Parlo alla realtà, ma anche al suo riflesso; a quel riflesso unico, immortale e mistico, che mi avvolge fra acque vergini. Una volta, ho visitato la Casa dei Sensi; lì non dimoravano la logica o il caos, ma insospettabili colori dipingevano il tempo e le giornate. Tutto sbiadiva per rendersi migliore. Concetti senza valore, i cieli azzurri o le piogge di piombo, ma queste emozioni non venivano schiacciate: si trasformavano. Un processo lento e bellissimo, che portava al di sopra di tutte le idee che possono nascere in mille secoli; era come se, almeno per una volta, una risposta ci fosse davvero. E lei stava lì, in piedi, priva di turbamenti, grandissima e immobile; sfocava poi su una luce nata da un antico desiderio. Solo un pazzo avrebbe potuto pensare di vederla. Bè, era proprio così che mi sentivo in quel momento.
Composto domenica 5 maggio 2013

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