Poesie inserite da Giuseppe

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Scritta da: Giuseppe

Pasqua

Pasqua, si levano preghiere
dai vetri dell'orrore trasparisce
l'animo umano
con le sue contraddizioni.
Segue la notte cupa l'alba buona
apre la finestra vede il sole.
Pasqua splende
gioia di campane,
anche la primavera prende parte
con la festa di fiori...
e il mondo dura
immerso nella sorte
del male e del perdono
in questo ciclo intenso
che parte dalla Croce
risuscita nel segno dell'Amore.
Composta venerdì 3 aprile 2015
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    Scritta da: Giuseppe

    Primavera

    Il tempo
    ha raggiunto la pagina
    dell'equinozio,
    dietro i vetri
    c'è gran baccano,
    sono i segni
    della stagione nuova
    che si versa nei campi.
    La processione parte
    dai ciliegi di bianco vestiti,
    sfila tra cornici di germogli
    arrampicati a rami.
    E tornano le rondini,
    riportano gli anni
    a contare
    i balconi sospesi
    ma qualche balcone
    è crollato
    e questa vampata di luce
    non ha senso.
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      Scritta da: Giuseppe

      Remigando

      Remigando
      tra l'onde azzurre e sole
      mi conducesti all'isola
      dove potrò incontrarti,
      ma non voglio rischiare
      che tu possa cambiare
      i tuoi momenti,
      perciò ho deciso
      che gestirò da solo
      le dolcezze
      per non turbare
      l'orientamento,
      così verrò a trovarti
      coi passi leggeri
      senza lasciarmi scorgere
      ti sfiorerò i capelli,
      forse qualcosa in più
      se condividi il sogno
      potrò posarmi accanto
      al tuo silenzio
      e carezzare
      i tuoi riflessi nudi.
      Composta lunedì 23 marzo 2015
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        Scritta da: Giuseppe

        La notte incombe

        Attesa senza attesa
        come un filo lento
        tra le dita,
        sul cuscino
        imbevuto di sonnolenza,
        vedo i lumi teneri
        cecati dal barbaglio,
        il sol coi raggi
        scorrazzar scintille
        sulle stille di pianto,
        l'onda che insiste
        sulla battigia tormentata...
        d'un tratto l'alba
        col chiaror dei raggi
        scioglie
        le fantasie del buio,
        mi richiama
        a galla nello stagno
        tra la moltitudine scolpita
        e lo sguardo pietroso
        della mummia.
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