Le migliori poesie inserite da bbenry

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Scritta da: bbenry

Ai re

Ai re
che dileggiano la poesia
con frasi di circostanza,
ai sovrani
che sporcano i mari
pisciando vergogna.
Agli dei
che giocano al perdono
mischiando le carte.
Ai principi
che dimenticano le favole.
Il trono, un tuono
da trincee scavate
con le ossa.
Dentro chiese
consacrate alla rivolta
abbiate cura dei vostri nomi,
si fa strada
l'eco della verità.
Composta mercoledì 15 aprile 2015
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    Scritta da: bbenry

    Ostia

    Dolce promessa
    non mantenuta.
    Riposi
    fra le braccia del mare
    mentre a gran voce
    il ricatto del fato
    reclama i tuoi seni.
    Nuda
    come preghiera
    recitata in segreto
    da mani senza onore.
    Dipinto di resina
    e orchidee,
    sabbia
    e frumento,
    severe Torri
    a guardia
    di un tesoro
    sepolto dall'infamia.
    S'erge la Rocca sul grano
    vanto di secoli
    che danzano su rovine pazienti.
    Dolce menzogna
    sulle tue labbra
    mi perdo
    quando al tramonto
    attracca la sera
    e una carezza di pace
    torna a salvarmi.
    Composta mercoledì 19 febbraio 2014
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      Scritta da: bbenry

      In frantumi

      Una fiaba
      scivola nei respiri,
      ancora.
      Poi
      questo mare
      si alzerà,
      correrà
      a svegliare il faro.
      Le rose
      torneranno a pregare
      le spine
      a conoscere altre corone.
      La cura di una carezza
      senza dolore.
      Questo cielo poi
      piangerà,
      correrà a cullare
      la vacuità del vero
      e noi
      non avremo più
      sogni da ordire.
      Già reca silenzi
      la stagione dei sorrisi,
      in frantumi giace
      questa nostra terra.
      Composta martedì 15 aprile 2014
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        Scritta da: bbenry

        Impossibile

        Sapeva d'amore quel peccato
        e sapeva già
        che sarebbe finita.
        Cos'è allora tutto questo stupore...
        se non ci sono più istanze,
        offese che trovino pace
        tra le misere rovine del perdono?
        Perché l'indecenza non cerca di comprendere?
        Non volevo nutrirmi di dubbi,
        costretto a tornare da me
        a farmi visita ogni notte
        senza riflettere sul senso di una cortesia.
        Paradosso di Escher e non un Dio
        che mi dia una mano
        che dia retta alla mia sorte,
        petali d'acredine scagliati
        contro ogni rinascita;
        rigurgiti di sole decapitano
        buoni propositi...
        traggono beneficio dai rancori
        che sorvolano le mie cattedrali,
        nulla a che vedere
        con il guanto di sfida
        lanciatomi dalla tua partenza.
        Appartengo al nulla
        alla possibile ragione
        di un passato imperfetto.
        Composta giovedì 24 gennaio 2013
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