Scritta da: Marcello Di Gianni

Rammento passate tempeste

Rammento passate tempeste guardando
sospeso il gelido sole del meriggio;
temendo a rivelarsi in petto lieve
s'insinua un timido affanno,
come soffio sui rami in autunno.

Né mistero né dolore nelle insenature
del cuore: l'impressione sempre cara
delle guerre in fondo al viale di cui
moriva solo il silenzio; il tremolar
delle dita sul volar delle libellule.

Pure avverto giungere rimembranze
di forzate solitudini vissute tra
pagine bianche e frammenti di versi
abbracciando sghembe piogge
e rialzi di neve lassù tra le colline.

Un mare disteso di suoni oscilla senza
tregua nei cupi sentieri della mente,
riverberi irregolari divengono la mia
beata culla, e più non comprendo
la solitaria anemia dei fiori.
Composta venerdì 7 ottobre 2016

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