Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
I miei sogni rotti li guardo in un salvadanaio
sperando che un giorno mi portino lontano
su isole bianche dove la neve è fuoco ardente
mentre il fuoco è una neve che risplende.

Il mio viaggio iniziò una notte sotto una luna
con una faccia rossa e due stelle come occhi.
Sfilavano marionette con maschere colorate:
erano uomini nani o animali addomesticati?

Gli occhi non fissavano il niente, solo colori,
suoni, figure mute e animali molto strani.
Alcuni per piedi avevano fucili e corte spade
altri alzavano con tenaglie colombe senza ali.

Dal cielo cadevano piume e nuvole bianche
mentre i vecchi le raccoglievano nelle mani
da dove fuoriusciva una luce rosso sangue
formando statue giganti in attesa del domani.

Eravamo pochi gli uomini nudi e sorridenti
alcune donne spiavano tra salici piangenti.
All'improvviso udimmo un rumore di vetri
la lampada di cristallo si trasformò in uccello.

Lontano avanzava correndo un cavallo bianco
nitrendo come un grido di una donna in parto.
Si fermò guardando fisso l'orizzonte sporco
mentre lentamente sbocciava una rosa rossa.

Apparve sulla scena una donna nera con un figlio
lo prese un uomo anziano e l'offrì alla luna piena
mentre lontano un cane randagio fiutava un osso
che camminava svelto su uno scenario rotto.

Forse quella notte si era aperto da solo il mio sipario
trasformandomi in una marionetta mossa con le mani.
So solo che di giorno viviamo pensando al domani
mentre di notte giochiamo soli a essere immortali.

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