Scritta da: Iris Vignola

Son forse un angelo?

Specchio, fedele amico,
custode di speranze e di segreti,
cui confidavo pensieri e desideri,
come fossi tu un diario, a parole, narrato.
Memore d'una beltà di cui restano tracce sul viso,
mi scruti, non vedendo più il mio volto,
bensì ciò che, dentro, è ben nascosto,
quel che io non sono in grado di vedere.
Una grazia ora chiedo, invocando il tuo aiuto:
rispecchia, anziché l'aspetto deludente,
l'anima mia, di luce rifulgente,
dacché possa giovar conforto
l'immaginar d'esser sempre come allora.
Priva di facoltà d'arrestare l'impietoso tempo,
rifuggir anelo all'io che all'apparir è sconosciuto
e sento d'agognar conoscere il mio spirito, l'io vero.
Tu già lo hai fatto, non esser mentitore,
lascia ch'io rifugga al fatiscente reale
e mi rifugi nella speranza ch'io sia anima immortale
e non di sola labile spoglia creata.
Lascia ch'io possa chiamarti ancora "amico" e non "nemico",
finché avrò un anelito di vita.
Ascoltami, ti imploro,
lasciami veder ch'io son davvero
e non domanderò null'altro al mondo.
Son forse un angelo?
Dimmelo, ti prego.

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