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Scritta da: Zio Steve

Gioco e piango

A lui piace definirsi colto,
i libri gli danno sicurezza
in questo tempo incerto.
A vederlo non si direbbe,
nella sua aura di timidezza
da pulcino bagnato.

Sa che Dio esiste,
guarda il cielo e sussurra:
"sai che non sono opportunista con Te,
non rompo le nuvole
in caso di necessità,
per guardare il cielo".

E poi domanda:
"perché delle colpe di chi non si vede,
ne risentono coloro che si espongono alla luce del Tuo Sole,
ripeto il Tuo Sole
il Tuo Dono per noi.
Ho commesso tanti errori nel mio percorso,
ma della fame, della guerra
che colpa ne abbiamo noi?
Eppure oggi ho rimorso
Di essere uscito dal lavoro
Dieci minuti prima,
cosa pensa in questo momento
chi costringe questo bimbo
al quale sto passando accanto
a restare qui,
a chiedere qualche spicciolo.

Noi leggiamo libri,
percorriamo lunghe strade, piccoli sentieri,
scorgiamo la bellezza nella sofferenza,
giochiamo con il mondo e piangiamo con il mondo
quando incontriamo intermezzi esistenziali
lungo il percorso.
E quel bimbo gioca con il mondo?
E chi sfrutta quel bimbo, piange con il mondo?
L'Armonia del Dolore.

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