Scritta da: Elena Piccinini

Tacete foglie/ Silete frondes

Seppur vero che avete udito
l'antico cigolio delle imposte
il volto della luna ancora
riverbera sul vigneto
porto di favole belle.
Sul desco l'ombra dell'ultima cena
è il monile del passato.

Tacete foglie...
ora che la brezza dell'alba
mi sfiora d'ogni spazio,
la luce si fa fonte di miele
e le pieridi sono spose felici
nel campo delle bionde ariste.

Tacete foglie...
mi è bastato ascoltare i vostri battiti
per scoprire che non esiste viaggio più caro
del silenzio della propria casa.

"Silete frondes"

Silete frondes...
audientes forium
antiquum stridorem,
lunae vultus pulchrarum fabularum
portum vinetum illuminat.
In mensa ultimae cenae umbra
praeteriti temporis monile est.

Silete frondes...
albae lenis aura
omnia attingit,
lux mellis fons est
et papiliones in flavarum aristarum
agro laetae nuptae sunt.

Silete frondes...
palpitationes audiens
domus silentium novi
iter gratum esse.
Composta sabato 20 giugno 2009

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    Scritta da: Elena Piccinini
    Riferimento:
    La mia casa immersa nella campagna.

    Commenti

    3
    postato da , il
    Grazie, Angelamanuela. Guai se non ci fossimo noi poeti (termine grosso, almeno per quanto riguarda me stessa!) a ricordare e a mantenere le nostre origini. Ciao. Elena
    2
    postato da , il
    Sinceramente,ogni tanto leggere una sana poesia in latino,m'alleggerisce il cuore!
    1
    postato da , il
    Nell'ultimo verso, una svista; SILETE FRONDES....(e non Silete fronde.) Elena Piccinini.

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