Scritta da: minù64

Madre

Una donna vidi ricurva su una tomba,
una giovane donna.
Piange e si dispera.
Sarà la tomba, della madre, del padre, dell'amor perduto.
Coi pugni stretti, la testa reclina, piange.
Curiosa mi avvicino
Chi sarà mai che gli dà tanta disperazione?
Ho! qual tristezza mi viene in cuore è
un bimbo.
O signore, per quale motivo privasti questa donna
di tal felicità?
Quale cosa più dolce è bella può essere
per una donna il nome madre.
Composta sabato 2 ottobre 1982

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    Scritta da: minù64

    Commenti

    4
    postato da , il
    Minù stai pur tranquilla l'importante nella scrittura è la comunicazione dei sentimenti, delle emozioni la forma è sempre poi corretta da chi è preposto alla correzione delle bozze! ;) Continua così!! Non esistono scrittori professionisti esistono solo scrittori comunicatori di emozioni!
    3
    postato da , il
    grazie Mimmo,non sono una scrittrice professionista,mi piace solo scrivere le mie emozioni,accetto volentieri le critiche....aiutano a migliorare
    2
    postato da , il
    Intrisa di sofferenza, la forma può essere rivista, ma il contenuto è degno di ovazione!! Brava!
    1
    postato da , il
    "Chi sarà mai che gli dà tanta disperazione?"

    Mi spiace segnalare che anche questo verso contiene un errore grammaticale.
    E' vero che nel gergo comune, e purtroppo anche in quello giornalistico, è ormai invalso l'uso di ignorare la forma femminile, ma un poeta è un poeta e questa non si può considerare una "licenza poetica"...
    Si sarebbe dovuto scrivere:
    ""Chi sarà mai che le dà tanta disperazione?"

    (G. Gallozzi)

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