Scritta da: Giuseppe Romano

Notte

Tuona la voce del cieco cielo
anche egli simile a me
privo d'ogni luce che porga zelo,
odo la sua rabbia salire
e par che mi voglia scuotere
con un immenso ardire.
Questa notte tempestosa e tetra
penetra nel mio eterno oblio
ove il passato rende il cuore pietra,
cosi la tua figura prende vita
nei meandri di quest'anima
il tuo ricordo mi perseguita
celando raggi d'amore,
piccoli attimi d'abbandono
che colmavano l'animo d'ardore,
fin quando non fui il tuo predio
per poi cadere in questo male
a cui non esiste rimedio.
Composta lunedì 26 aprile 2004

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