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Scritta da: Lucio Dusso

Sera

Ch'io segua la mia via lascia, o diletta;
Si rabbuia e fa freddo sempre più;
La giornata al suo fin vedi s'affretta,
E fermar non mi debbo che laggiù.

Vuoi cantarmi i tuoi canti? Estraneo affatto
È, fanciulla, il lor suono a questo cor;
L'ho già posta in oblio da lungo tratto
Quella soave tua parola: Amor.

Lontani dì mi tornano al pensiero
E che soave ella fosse mi par;
Or, fanciulla, proseguo il mio sentiero:
«Alla sua meta ognun deve arrivar».

Volge più sempre al basso il mio cammino;
L'aer più fosco e rigido si fa:
Vacilla il piè; presagio del vicino
Ultimo dì m'è la cadente età.

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    Scritta da: Lucio Dusso

    Commenti

    1
    postato da , il
    splendida introspezione di 1 nobile sentimento,di 1 nobile cuore, di 1 uomo. parole fluenti, sensibili  e nostalgike.....vera poesie x ki le legge e x ki le ascolta !

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