Scritta da: Eugenio Patanè

Il nido dell'odio

Il vino esalta quel tempo, riesumandone il male
e una drammatica me; misera violetta appassita,
fra le parole che non ho avuto mai. Amavo forse
il tuo dolore che in te cresceva a dismisura;
volevo ergermi a regina d'un miserando re!
A te mi diedi interamente, credendo di farmi
tua redenzione. T'amai con rabbia e con angoscia
piena, nel raccattarti un bacio, nel coglierti un sorriso.
T'amai, umiliata, nel silenzio duro. Nel deglutire
le tue prepotenze, la casa divenne il nido dell'odio;
mi derubasti d'un sogno, scaraventandomi a terra.
Poi, presa a calci e battuta, sputai nel sangue pietà!

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    Scritta da: Eugenio Patanè
    Riferimento:
    Di tanta rabbia, Photocity Ediz., 2011

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