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Scritta da: Carlo Bisecco

Sguardo sul mondo

Sognava
la libertà,
ma viveva incatenato
dentro sé.
La sua gabbia
non era fatta da sbarre d'acciaio,
ma da stracci
della propria pelle.
Guardava al cielo
come se potesse davvero raggiungerlo,
ma restava
ad affogare
nelle sabbie mobili della vita.
Fuggiva
dal dolore,
ma si ritrovava
in qualcosa che non è amore.
Ascoltava
Gli uccelli tra spogli rami,
ma non imparava
a cantare come loro
la propria primavera.
Restava fermo
come una roccia,
ma non aveva che la forza
d'un fiore calpestato.
Composta venerdì 14 marzo 2014

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    Scritta da: Carlo Bisecco

    Commenti

    3
    postato da , il
    .... esattamente come mi sento io da un pò di tempo a questa parte ....

    Non male il tuo scritto!!! :)
    2
    postato da , il
    Sono felice di riuscire a stupire con le mie parole, davvero.
    Grazie di tutto cuore per ogni volta che leggi e commenti le mie parole,
    un abbraccione
    1
    postato da , il
    Caro Carlo, questa tua poesia mi stupisce per la profondità del messaggio che manda.

    E' vero, anche "UN FIORE" se calpestato non riesce a esprimere tutta la sua grandezza e bellezza...

    Un abbraccio

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