Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Andrea De Candia
in Poesie (Poesie d'Autore)

Le quattro del mattino

Ora dalla notte al giorno.
Ora da un fianco all'altro.
Ora per trentenni.

Ora rassettata per il canto dei galli.
Ora in cui la terra ci rinnega.
Ora in cui il vento soffia dalle stelle spente.
Ora del chissà-se-resterà-qualcosa-di-noi.

Ora vuota.
Sorda, vana.

Fondo di ogni altra ora.

Nessuno sta bene alle quattro del mattino.
Se le formiche stanno bene alle quattro del mattino
- le nostre congratulazioni. E che arrivino le cinque,
se dobbiamo vivere ancora.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Al fiume

    Bel fiume! Nel tuo limpido flutto
    di lucido cristallo, acqua errabonda,
    tu sei emblema d'una fulgente
    beltà - cuore non disvelato -
    piacevole intrico dell'arte
    nella figlia del vecchio Alberto;

    ma quando la tua onda ella contempla -
    che scintilla allora e tremola,
    oh, allora il più leggiadro rivo
    si fa simile a colui che l'adora:
    ché nel cuore di lui, come nel tuo scorrere,
    l'immagine di colei è radicata:
    in quel cuore che tremola al raggio
    di occhi che cercano l'anima.
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      Scritta da: Davide Bidin
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      In Lode Dell'Asino

      O sant'asinità, sant'ignoranza,
      santa stoltezza e pia devozione,
      qual sola puoi far l'anime si buone
      che umano ingegno e studio non l'avanza.
      Non giunge faticosa vigilanza
      d'arte qualunque sia o invenzione,
      né dei sapienti contemplazione,
      al ciel dove ti edifichi la stanza.
      Che vi val (curiosi) lo studiare,
      voler sapere quel che fa la natura,
      se gli astri son pur terra, fuoco e mare?
      La santa asinità di ciò non cura,
      ma con man giunte e in ginocchio vuol stare
      aspettando da Dio la sua ventura.
      Nessuna cosa dura
      eccetto il frutto dell'eterna requie,
      la qual ci dona Dio dopo le esequie.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Non chiederci la parola

        Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
        l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
        lo dichiari e risplenda come un croco
        perduto in mezzo a un polveroso prato.

        Ah l'uomo che se ne va sicuro,
        agli altri ed a se stesso amico,
        e l'ombra sua non cura che la canicola
        stampa sopra uno scalcinato muro!

        Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
        sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
        Codesto solo oggi possiamo dirti,
        ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Uomo del mio tempo

          Sei ancora quello della pietra e della fionda,
          uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
          con le ali maligne, le meridiane di morte,
          t'ho visto dentro il carro di fuoco, alle forche,
          alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,
          con la scienza esatta persuasa allo sterminio,
          senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
          come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
          gli animali che ti videro per la prima volta.
          E questo sangue odora come nel giorno
          quando il fratello disse all'altro fratello:
          "Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace,
          è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
          Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
          salite dalla terra, dimenticate i padri:
          Le loro tombe affondano nella cenere,
          e gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
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