Camminando sulla Via Duomo

Camminavo senza meta,
distaccata e serena come una idiota
sulla Via Duomo quasi vuota,
senza energie e pensieri, senza fretta
come una sonnambula scoperta
dalla campana che suonava mezzogiorno
e l'ombra tozza del gigante campanile
mi fece domandarmi se era un sogno.
Sentivo dei passi, vedevo dei volti
sempre di più, e non erano dei morti.
Ripresi i sensi, tutto era vero
anche se il suono pareva avvolto
nel strano mistero di un'antico monastero
sognato una volta, vicino al cimitero.
La strada sembrava un sentiero
che univa il passato pesante e nero
con il futuro incerto, ancora straniero
leggero e trasparente come una gocce d'etero.
Strofino gli occhi, mi tocco i capelli,
mi svegliano in tutto il profumo dei fornelli
e due fratelli che fanno duello
con due ombrelli. Nell'alto-uccelli.
Composta martedì 24 marzo 2020

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