Poesie


Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

Due bambole

Un tenue raggio di sole di fine autunno
carezza i bei riccioli biondi di una bimba
seduta nel suo giardino mentre osserva
la sua bella bambola vestita di azzurro.

Parla da sola con la sua muta bella bambola
che apre e chiude gli occhi quando la carezza
per metterla in piedi sotto un albero di alloro
che ogni tanto fa cadere danzando una foglia.

Foglia appassita che bacia soave l'erbetta verde
cadendo quasi in silenzio ondeggiando nell'aria.
La bimba la raccoglie e la offre alla sua bambola
che apre gli occhi e la ringrazia senza parlare.

L'albero osserva attento il dialogo silenzioso
della foglia, della bambola e della dolce bimba.
Il cielo si riflette negli occhi azzurri delle due:
l'innocenza resta il grande miracolo della vita!
Composta domenica 8 gennaio 2017
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

    Aspettiamo la neve

    Abbiamo aperto gli cchi anche in questo mese di gennaio
    in attesa che cada la neve per riempirci di messaggi nuovi
    racchiusi in grandi e lievi fiocchi di neve caduta dal cielo.

    La notte si succede al giorno, il sole alla luna e alle stelle,
    le sirene delle ambulanze ai miagolii dei gatti nella notte,
    ma la bianca neve non cade ancora su questa nostra terra.

    Aspetteremo ancora un poco, l'inverno è appena iniziato,
    il freddo è ancora fermo e dorme nei lontani iglò del nord
    mentre noi a sud prendiamo ancora il sole sulle spiagge.

    L'ansia dell'inverno che dovrebbe scatenare le tempeste
    che portiamo dentro gli occhi è rimasta un sogno infantile
    quando la neve cadeva sulle nostre mani piene di sogni.

    Abbiamo abbracciato l'anno nuovo insieme a Babbo Natale,
    il colore bianco e rosso ha fatto sbocciare delle grandi rose,
    ma noi uomini aspettiamo la neve per lavare terra e cielo.
    Composta lunedì 8 gennaio 2018
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      Ho passeggiato d'estate sotto un lungo corridoio d'ombra
      che i pioppi in fila mi regalavano nel mio lungo pomeriggio:
      ammiravo, nascosto dietro rovi, i cormorani che pescavano
      nel fiume lento che scendeva silenzioso e solenne al mare.

      Nascondevo nei miei occhi il colore del giorno al tramonto
      che durava poco nel vasto orizzonte che inghiottiva il sole
      mentre la tavolozza dei colori si nascondeva nei miei occhi
      insieme agli aromi e suoni che annunziavano la nuova notte.

      Il passeggio durava ore ascoltando il richiamo degli uccelli
      con voci e note di una sinfonia animale con messaggi corti
      ma pieni di amore e di allegria contenti di far ritorno al nido
      o sui tanti rami per ascoltare il silenzio misterioso della notte.

      La luce del tramonto vacilla sui colori che lenti si inabissano
      aprendo uno spiraglio alla notte che spinge la porta del tempo
      per far riposare tranquilli gli uomini allo spuntare di molte stelle.
      I tramonti sono i musei senza porta dei misteriosi colori di Dio.
      Composta lunedì 8 gennaio 2018
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        Carissimi Juventini

        Carissimi juventini
        esultate quanto ve pare...
        noi siam spettatori
        restiam a guardare...

        anche se perdiamo
        non usiamo atti di discriminazione,
        mentre voi usate complotti
        come un film d'azione!

        Viviamo nello stesso mondo,
        seppur senza sfondo...
        perché esiste odio
        in questa società
        che uccide senza pietà!

        Accettiamo la sconfitta
        vi aspettiamo al ritorno,
        adorneremo un bel forno
        altro che vesuvio...

        Callejon, Mertens e Milik
        si inchineranno alla platea
        con doppiette e rigorini...

        babà', pizza e mozzarella
        mentre voi, vi perderete nella nebbia!
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