Dopo i prelevamenti

È risaputo:
tra me
e Dio
ci sono numerosissimi dissensi.
Io andavo mezzo nudo,
andavo scalzo,
e lui invece portava
una tonaca ingemmata.
Alla sua vista
mi riusciva appena
trattenere lo sdegno.
Fremevo.
Ora invece Dio è quello che deve essere.
Dio è diventato molto più alla mano.
Guarda da una cornice di legno.
La tonaca di tela.
Compagno Dio,
mettiamoci una pietra sopra!
Vedete,
perfino l'atteggiamento verso di voi è un po' cambiato.
Vi chiamo "compagno",
mentre prima
"signore".
(Anche voi ora avete un compagno),
Se non altro,
adesso
avete un'aria un po' più da cristiano.
Bene,
venite qualche volta a trovarmi.
Degnatevi di scendere
dalle vostre lontananze stellate.
Da noi l'industria è disorganizzata,
i trasporti anche.
E voi,
dicono,
vi occupavate di miracoli.
Prego,
scendete,
lavorate un po' con noi.
E per non lasciare gli angeli con le mani in mano,
stampate
in mezzo alle stelle,
che si ficchi bene negli occhi e nelle orecchie:
chi non lavora non mangia.
Vladimir Majakovskij
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    Adolescente

    Per i ragazzi c'è un sacco di roba da studiare.
    S'insegna la grammatica a scemi d'ambo i sessi.
    A me invece
    m'hanno scacciato dalla quinta classe.
    Hanno cominciato a sbattermi nelle prigioni di Mosca.
    Nel vostro
    piccolo mondo
    di appartamenti
    crescono ricciute liriche per le camere da letto.
    Che vuoi trovarci in queste liriche da cani pechinesi?
    A me, per esempio,
    ad amare
    l'hanno insegnato
    nelle carceri di Butyrki.
    M'importa assai della nostalgia per il bosco di Boulogne,
    e dei sospiri davanti ai panorami marini!
    Io, ecco,
    m'innamorai
    dallo spioncino della cella 103,
    di fronte all'"Impresa pompe funebri".
    Chi vede tutti i giorni il sole
    dice con sufficienza:
    "Cosa saranno mai quei quattro raggi"!
    Ma io
    per un giallo illuminello
    sopra un muro
    avrei dato allora qualunque cosa al mondo.
    Vladimir Majakovskij
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      Tu

      Poi sei venuta tu,
      e t'è bastata un'occhiata
      per vedere
      dietro quel ruggito,
      dietro quella corporatura,
      semplicemente un fanciullo.
      L'hai preso,
      hai tolto via il cuore
      e, così,
      ti ci sei messa a giocare,
      come una bambina con la palla.
      E tutte,
      signore e fanciulle,
      sono rimaste impalate
      come davanti a un miracolo.
      "Amare uno così?
      Ma quello ti si avventa addosso!
      Sarà una domatrice,
      una che viene da un serraglio"!
      Ma io, io esultavo.
      Niente più
      giogo!
      Impazzito dalla gioia,
      galoppavo,
      saltavo come un indiano a nozze,
      tanto allegro mi sentivo,
      tanto leggero.
      Vladimir Majakovskij
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