Coma

Non ride il mio dolore,
Non rinnega il mio amore.
Perché la barca dolce naviga in un lago di pensieri.
Come alghe fluttuanti negli abissi tetri
poi riemergi e luce densa veste il tuo corpo.
Il cappello che ripara dall'inverno.
Ho pensato e ho mangiato lentamente, un ora
nottambula e depressa.
Vorrei, come un fiore,
Che lentamente s'apre e nuda e tremante
Si fa ammirare.
Io ti attendo
le tue dita,
Che pettinano le lacrime disordinate del giorno.
Era inchiostro sparso
sul pavimento,
Il tappeto
che accompagnava i tuoi passi.
Lanciami nell'aria
Fammi esplodere dentro una bomba.
Ho strappato via immagini
Per lasciare liberi i polsi.
Non vedo più le vene.
La saliva che profuma
il tuo risveglio.
Pozione idilliaca del nostro amore.
Si sciolgono le vesti
Narici nuove a primavera.
La tua schiena è il mio tetto.
La dimora di un nuovo dolore dal profumo pungente e
metallico è il mistero.
Un mantello ci proteggeva dalla tempesta dei tuoi forse.
Mi parlavi di promesse in autunno,
mi dicevi che è viola tinto il tuo risveglio.
Ora come un saggio parla,
Il vecchio cuore che coi pugni ha strappato
ancora alla morte il suo destino.
Nessun rumore.
Sebastia Giunta
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    Come te io per te l'amore

    Le labbra tue e le labbra mie
    condividono petali di edera che ci unisce.
    Ho trovato i tuoi occhi scuri sui pensieri chiari che si coloravano di te.
    Le mie mani e le tue, come radici dello stesso albero
    si incrociano e scavano per la terra fresca,
    si dissetano di pura acqua.
    È triste se non sento umidi passi arrivare al mio udito
    e diventare melodia sofferente cantilena.
    Sei come un cielo quando scorgo dalla finestra che è mattino
    e mi accorgo di essere velo che ti cela
    come sole dietro la collina.
    Un cuore che si appassiona non si accore di sanguinare amore,
    ed io come cascata esplodo sulla roccia del tuo essere confondendomi
    di spuma morbida e tonfi.
    Quando il vento ha iniziato a muoversi tu eri lontano e sulla sua groppa ti sono venuta a cercare.
    Cintura stretta sulle tue gambe che come rami sorreggono
    i frutti del mio sogno.
    Sebastia Giunta
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      Effluvio nero

      Ruzzolano gli occhi in figure cieche
      Ho lasciato che il buio che avvolgesse la luce.
      È vulnerabile il tramonto
      infetta di nero inchiostro le idee
      solitarie come corvi che sorvolano
      uno scheletro di anni.
      Effluvio nero,
      Pallide mani,
      Il sale indugiato sulle labbra del tempo.
      Brucia e sanguina lento,
      Gocce e ticchettio del tempo
      cadenzano spasimo sconnesso.
      Sebastia Giunta
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        Arriva l'inverno

        Non so quello che sarà
        Non so se le certezze mie restano ancora
        Nulla c'è di me dentro me
        Quando le mani troppo piccole
        Faticano a salvare
        Lettere dal cielo che ha scritto la notte per farmi restare.
        Io sto piangendo
        Sta arrivando l'inverno.
        Cerco una carezza sensuale
        Che mi rifugi da ore di dolore.
        Tu stai dormendo in balia di questo destino.
        Ho gustato sapore
        Di sogni lontani
        Non so se lunga vita avrò
        per fotografarli e mostrarli a te.
        Vorrei ci curasse il tempo
        Come un abbraccio fraterno.
        Ma qui piove e non abbiamo un tetto x proteggerci.
        Nel silenzio respiro piano
        per non svegliarti mai
        Continua a sognare almeno tu.
        Sebastia Giunta
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          Vintage kiss

          Nei giorni di dolore il tuo bacio come vino invecchiato in un calice d'amore,
          le tue parole mi rispondono come pugni chiusi che bussano alle porte dei timpani.
          Gli occhi disegnano il tuo volto che si proietta luminoso nella notte.
          Oh mia luce,
          oh mio faro,
          nell'abisso mi porti
          ma lo rendi così dolce. Per te che mi farei occhi e piedi nuovi
          per cercarti nella notte.
          Quale sentiero mi porti?
          Mi lasci nella solitudine di un caldo pensiero,
          noncurante te ne vai vestito di mio respiro.
          Sebastia Giunta
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