Aria

Ho tedio di quest'aria
Che toglie via
Le ali dalla pelle mia.
allucinazione livida
si attende e sulla cute rabbrividì.
Quello che non ti aspetti
tra ritratti di luce rifletti
inganni e disarmonici suoni.
Idee mi ruba via quest'aria
pesante lei non varia.
Mi sto sfracellando nel mio viaggio
Un viaggio come il panico di Maggio.
Quando i fiori non solleticarono il mio volto
perché giacevano su alberi morti.
Dimentico il diluvio che ballava sui vetri
Dimentico gli scritti e i toni tetri.
I destini spogliati non si braccano più.
Riprende il timore di precipitare giù.
Voglio un letto libido
Una stella timido
Tornerà a farmi compagnia
Mentre scrivo una poesia.
Odio quest'aria non mi fa respirare
Sulla verticalità dei miei sogni mi farà scoppiare
di risa, d'amore e di vita.
Spalancando gli occhi rivelerò la via d'uscita.
Sebastia Giunta
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    Attimi di miseria

    Prima che si offuschi lo splendore dagli occhi...

    Vado per smarrite strade.
    Non riesco neppure a parlare con me,
    ho miseria di quel respiro
    che culla il mio abbattuto, bisogno di compagnia.

    Senza di lui sarebbe vivere senza memoria:
    Perché io ricordo solo di rivederlo.
    Le parole troppo spesso deludono
    e le persone si illudono.

    Qulcuno sta tornando accasa
    mentre io corro nel deserto,
    dubbi carnivori mi rincorrono,
    è tutta colpa dell'inverno che non vuole morire.

    Prima che si offuschi lo splendore dagli occhi...

    Voglio solo bendarmi gli occhi
    ho dei giorni da salvare,
    notti da colorare,
    parole che hanno paura di dire.
    Sebastia Giunta
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      Luna di sangue

      La luna di sangue con le sue lingue,
      Lecca un sole svagato che lesioni estingue.
      Tramuta l'orrore,
      Asciuga il volto da sudore.
      I pugni presi,
      Sono sempre più di quelli resi.
      La pelle che cade
      Non germoglia e invade
      Un vuoto che riempie
      Come aghi nelle tempie.
      La vampa della vendetta
      È un rammarico di scelte prese in fretta.
      Nel mio ego per terra giace
      Una pozza di pace.
      La luna di sangue mi chiama
      La terra squarciata da una lama.
      Un nuovo equilibro regna
      Di sangue nuovo il cuore s'impregna.
      Sebastia Giunta
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        Le sensazioni del suo arrivare

        Il suo sguardo spalanca i giorno sulla percezione.
        Labbra di burro profumato
        Gola per le sere stanche.
        Le mie preghiere che si fanno coperta,
        per proteggerlo dal freddo.
        Cosa farai di questi attimi?
        Ho nascosto il cuore tra i limoni e i geranei.
        Non si nuove l'erba se non viene da me.
        Lisergici orizzonti impiccati come quadri
        danzano sui muri.
        Lei è un uomo con occhi grandi
        cuscini dove il suo peso ristora.
        Ha l'affetto bucato,
        ingabbiato e ammanettato
        tra le onde dei suoi vorticosi respiri.
        Non scrive più
        un nome
        non è mai stato il suo.
        Ride di lei
        che trattiene nelle lacrime
        nuvole di libertà
        densa di vendetta,
        Piena di marte e giove.
        Un sentimento che è un guerriero
        travestito da ignoranza.
        Ferisce e cade
        sporcandosi di oblio.
        Sebastia Giunta
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          Se non comprendi il mio amore

          Amore mio
          Il cuore mio si è smarrito
          Tra i pensieri e le ore e tutte le cose del giorno
          che non ho fatto insieme a te.
          Amore mio
          che ignaro sei di essere il mio amore.
          ti ho nascosto in quella parte di cuore,
          dove trovi tutte le cose buone di un uomo.
          Sei arrivato come una buona notizia in un giorno noioso,
          Come il tenero bacio di un parente che parte alla stazione.
          Come l'onda fresca
          del primo bagno estivo.
          Amore mio
          se tu sai
          che del mio colmo cuore non puoi tutto possedere,
          Dimmelo.
          E non lasciarmi perdere i sorrisi sinceri,
          I baci piu dolci,
          le soffici carezze,
          Prendi tutto quello che puoi,
          Stendi piu che puoi
          i tuoi palmi,
          e se non con le mani,
          Prendimi con gli occhi,
          Prendimi con le gambe,
          Non lasciare che il mio amore per te si tramuti in arida delusione,
          Non farmi sgretolare.
          Amore mio
          Se non m'ami
          come ti amo io non mi importa,
          Ma se non compendi il linguaggio del mio sentimento,
          Allora non portarmi lontano,
          Non regalarmi profumi e tramonti romantici,
          Non darmi il calore del fuoco quando tremo.
          Lasciami tremare,
          Lasciami qui nella mia terra,
          Lasciami raccogliere tutte le me che ho donato a te,
          Lasciami un libro dalle bianche pagine
          su cui io possa
          scrivere con le lacrime
          i giorni dell'abbandono.
          Cammino verso te
          Semplice
          Con gli occhi lucidi e il battito pesante
          Cammino verso te...
          E penso che è generosa la vita,
          Oltrepasso te...
          Si è annerito il cielo.
          Sebastia Giunta
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