Scritta da: Scyna Suffiotti

Di colori

Non ci sono giorni,
non esistono anni,
ci sono solo colori intercambiabili,
essenze di vita verdi,
miscelanze rosse,
scomposte in grigio. Trasfigurazioni
di attimi
di impalpabile rosa, momementanee
assenze di azzurri,
e il nero.
Immoti neri e grigi.
Ma quando soffia il bianco,
tutto diventa meno carico,
leggero,
volatile.
I giorni diventano fogli
e tele immense
che prendono il largo,
senza numeri,
senza ore.
Non parlano di niente,
non ricordano nessuno,
non amano.
Non amano.
L'amore è
per chi è traffito dal carminio
senza speranza...
Scyna Suffiotti
Composta lunedì 17 luglio 2017
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    Scritta da: Scyna Suffiotti

    Abito le mie ferite

    Abito le mie ferite,
    niente cicatrici per me.
    Le voglio umide
    tristi e sfacciate.
    Le voglio urlanti e senza garze.
    Voglio passeggiare
    nei miei giardini di sangue
    calpestando dolori
    voglio distendermi
    nei miei orrori
    di frasche taglienti.
    Niente sconti per me.
    Niente occhi.
    Tanti occhi chiusi
    il memento mori
    come ombretto
    in una pochette rattopata,
    dove il carminio dei miei baci zampillano caldi e lenti
    tracciando scie di lumaca.
    Lasciatemi qui.
    Lasciate che il mio liquido rosso disseti la terra
    voglio nutrire fiori
    con lame rivolte al cielo.
    Voglio che la palustre sfera bianca si macchi dei miei respiri.
    Niente sole per me.
    Solo bianco di pece.
    Scyna Suffiotti
    Composta domenica 30 novembre 2014
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      Scritta da: Scyna Suffiotti

      Mia madre

      Ho conosciuto mie sorelle
      nel grembo di mia madre.
      Quando lei ancora non le vedeva,
      ma le aveva solo immaginate.
      Io si, le vedevo, le guardavo,
      erano riflesse tra i suoi pensieri,
      tra i sogni.
      Perché lei, tesseva sogni,
      con fili di pianto.
      Tesseva donne e magie
      tesseva parole di cuore.
      Senza di quelle
      non ci saremmo mai incontrate.
      Ora un filo azzurro,
      ora uno rosso,
      ora un filo di voce.
      Erano mani intrecciate
      che cercavano un punto
      dove stare a riparo.
      Dove essere sorelle
      dove essere fili
      come canti senza la voce.
      Io vi ho conosciuto
      tra le sue lacrime asciutte
      e i sorrisi d'avorio,
      mentre cuciva
      su di noi catene di ragno
      e legami insolubili.
      Scyna Suffiotti
      Composta venerdì 13 marzo 2015
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        Scritta da: Scyna Suffiotti

        Ticket for Oz

        Sono una clandestina di primavera,
        ho viaggiato in prima classe
        tra le foglie autunnali
        senza bagaglio,
        vestendomi di addii comprati alla stazione
        niente saluti per me,
        solo scomodi sguardi sgualciti
        bagnati dall'umido soffocante
        di un abbraccio rattopato.
        Nessuno sa dove io sia
        mi son persa
        ma quando mi perdo
        io sono a casa.
        Scyna Suffiotti
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          Scritta da: Scyna Suffiotti

          Aquiloni di scheletri

          Vedo passare sulla mia testa
          aquiloni di scheletri,
          scricchiolano e cantano
          parole di fumo
          rincorro, anche oggi
          farfalle d'argento e vascelli fantasma
          che mutano al sole
          mentre spiegano
          le loro vele d'inchiostro
          e spariscono all'orizzonte
          verso la nuova fenice.
          Ho lacrime di cera,
          ognuna porta in sé
          un piccolo tassello
          della mia maschera
          ogni sorriso è una crepa
          ogni crepa una luce.
          Declini di vecchi tramonti e nuove aurore
          sulle mie labbra
          ogni rivolo d'acqua salata
          un ricordo da salvare
          tra candidi gelsomini e
          bianchi oleandri di veleno.
          Scyna Suffiotti
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