Poesie di Matilde Marcuzzo

Intanto io scrivo ....., nato giovedì 20 ottobre 1977 (Italia)
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Nelle favole che nessuno sa

Come quelle favole che nessuno sa,
prova ad immaginare un aquilone nel cielo.

I colori dell'arcobaleno su questo viso,
il tuo respiro soffia tutta la forza del mondo sulle mie ciglia.
Anche se difficile è sognare, ti tengo sul mio cuscino.
Racconto questa storia di felicità e di speranza,
la sussurro al cielo in una notte di sole.

Come nelle favole che nessuno sa,
prova a cercare un bosco silente.

La stradina già illuminata dove so che sei passata tu,
marcare le tue stesse orme e trovarti alla fine del sentiero
nella corteccia del mio cuore.
Anche se misterioso è vivere, ti sento sulla pelle come parte di me.
Racconto di questa donna che disegna le stelle nei miei capelli,
lo racconto dal libro delle favole d'infanzia.

Come in alcune favole che nessuno sa,
prova a vedere quello che nessuno ha.
Matilde Marcuzzo
Composta venerdì 13 novembre 2009
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    Solo l'amore

    E se io fossi carne ardente nel fuoco eterno neanche sentirei dolore,
    e se piangesse di sangue il mio cuore nemmeno sentirei rumore.
    Un senso di perdizione, una bocca arsa e due occhi lucidi di petali e tarli, di forme, di gesti opachi e tu che mi parli.
    Solo questo mi fa male, solo l'amore!
    Matilde Marcuzzo
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      Dagli un titolo o un dolore tu, per me fa lo stesso

      Nemmeno lo sai tu... tu che vivi e muori ogni giorno dentro di me:
      questa vita maledetta è una follia!
      Mangio foglie di veleno e pretende questo cuore penzolante di restare in bilico sull'idea della tua stessa ombra.
      Come si può dire un nome senza paura, senza oblio? Non sento respiro, non dico la tua identità stabile del marcio amore che mi prese e più donna mi rese. Ecco a te sono arrivata, al cospetto dell'addio e della morte, non ho più nulla, nulla per cui ridere con l'anima e brindarci su con le lacrime. Resto supina su un tuo pensiero e guai a chi mi tocca! A questo mostro che ho dentro dagli un titolo o un dolore tu, per me fa lo stesso!
      Matilde Marcuzzo
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        A metà

        Quelle mattine in cui il sole sorge ansioso, io attraverso senza coscienza la tua presenza come fossi a piedi nudi nel morbido della tua anima. Mostra metà faccia il tempo che scandisce il limite oltre il quale non posso viverti.
        Sempre uguale tu, sempre occhi guardano ciechi, sempre bocca parla muta. Vorrei nascere di nuovo in una tua mattina, darti la mano e rimanere nella tua vita non più sospesa col cuore a metà.
        Matilde Marcuzzo
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